333. IN CAMMINO – Medaglia d’oro

Può darsi che tutto dipenda dal numero cospicuo di medaglie realizzate dagli azzurri alle Olimpiadi o della vittoria dell’ Italia all’Europeo o delle affermazioni ciclistiche di Ganna o della vittoria delle squadre di pallavolo o dei risultati dei nostri atleti nel tennis ma mai come oggi sto incontrando difficoltà a gestire il catechismo…

La scuola non ha problemi perché se un ragazzo che rientra nell’obbligo scolastico non frequenta arrivano a casa i carabinieri. Per il catechismo invece, che pure è scuola, tutte le scuse sono buone per non frequentare.

Oggi, come scrivevo sopra, c’è una parolina che affascina i genitori e impedisce ai ragazzi un percorso serio di formazione cristiana.

La parola magica è “competizione“!

“Il bimbo ( o la bimba ) fa nuototennisdanzacalcioequitazionepattinaggio a livello di competizione e quindi non può venire al catechismo perché ha l’allenamento e il mister altrimenti lo/la esclude“.

Le mie (pacate) osservazioni e cioè che a causa dell’ epidemia non ho la possibilità di avere aule e maestre disponibili come negli anni precedenti e quindi sono costretto a razionalizzare tempi e luoghi non valgono a niente!

Avverto un certo sconforto perché i ragazzi fin da piccoli devono aver ben chiaro che l’unico che vince sempre la medaglia d’oro è il Signore e che la competizione rischia di farci diventare crudeli con il prossimo.  E al catechismo si impara a mettere il Signore al primo posto e a vivere da fratelli e sorelle senza competizioni di sorta.

Senza contare che queste scelte dei genitori li priveranno dei momenti più belli della loro fanciullezza.

Sbaglio?

 

332. IN CAMMINO – Un po’ d’ordine

Questa mattina mi sono messo al lavoro, di buona lena, per mettere in ordine l’archivio e lo studio. L’estate è un tempo micidiale perché mi impedisce di selezionare i vari documenti, lettere, fotografie, riviste ecc. Provo quindi a farlo adesso o almeno ci provo.

Sto usando le scale di casa: su ogni gradino dispongo in bell’ordine il materiale che poi, con calma, provvederò a selezionare.

La Flavia, appena entrata in casa, mi ha lodato per questo mio improvviso e imprevisto desiderio di ordine… Uno dei motivi che mi ha spinto a riservare qualche ora a questo lavoro è stato proprio il suo crescente nervosismo prossimo a sfociare in un “repulisti” generale.

Anche mia madre sopportava, sopportava, sopportava poi una bella mattina prendeva tutto quello che trovava sui vari tavoli da lavoro e me lo tirava nel cestino incurante dei miei alti lai di disapprovazione. Ero così costretto a svuotare i cestini e recuperare i documenti/testi importanti e cestinare definitivamente il resto.

Era una ricerca affannosa ma interessante perché saltavano fuori documenti dimenticati, canovacci di prediche, lezioni per il Liceo o per la Facoltà teologica e soprattutto bozze di racconti !

Anche allora avevo poco tempo da dedicare al mio passatempo preferito: i racconti umoristici brevi. Così abbozzavo l’argomento nella speranza di poterlo riprendere in un secondo momento anche se ero sicuro in partenza che sarebbe rimasto in bozza.

Con tutto questo nel periodo di San Casciano sono riuscito a mettere insieme oltre 1.500 pagine (fra il serio, il commovente e il faceto) che, raccolte in più volumi, ho regalato all’archivio storico della parrocchia  precedente a mia “perenne” memoria!

Può darsi che abbiano già tirato via il tutto ma ho ritenuto doverono lasciare una “traccia” seppure modesta in quella parrocchia che ha avuto illustri predecessori dalla penna facile. Uno fra tutti, don Icilio Felici, già insegnante e poi collega di Giovanni Gronchi, Presidente della Repubblica negli anni ’60.

Bene, fine della mezz’oretta di pausa. Mi rimetto al lavoro! Non passate di casa stamattina o se ci passate munitevi di stivali a coscia come quando attraversate il fiume.