636. IN CAMMINO – San Nicola

Come avevo anticipato sul bollettino oggi, nell’occasione della festa di San Nicola, ho esposto l’Icona del santo all’altare detto “degli ortodossi”.

Come potete vedere dalla foto l’Icona è alla destra di chi guarda l’altare. Al centro c’è il Messale aperto alla pagina dell’Annunciazione e alla sinistra la Madonna della tenerezza.

L’Icona, in sé, non è niente di speciale però per gli ortodossi – e qui al Forte ce ne sono molti – ha un significato speciale perché nei paesi ortodossi (e  pure in altri paesi del Nord Europa) nel ricordo di San Nicola vengono consegnati doni ai piccoli come facciamo noi nell’occasione del Natale.

Mi è venuto così da pensare ai piccoli Ucraini che invece dei doni ricevono bombe e missili ma anche ai piccoli dei soldati russi che non capiscono il motivo della chiamata alle armi del loro papà.

Mi sembra di vederli, gli uni e gli altri, smarriti e tristi mentre i grandi si fanno dispetti e giocano ad ammazzarsi a vicenda.

Nelle guerre purtroppo non si sa mai come andrà a finire. Entra in gioco, oltre la forza delle armi, l’orgoglio dei contendenti (e soprattutto dei loro consiglieri militari), che intendono la pace come una sconfitta mentre invece sarebbe una vittoria, e pure la paura personale.

Pensate un po’ se Putin trovasse la forza per interrompere il conflitto! Si sentirebbe subito sollevato ma gli salterebbero addosso tutti coloro che gli hanno consigliato la guerra e chissà che fine farebbe.

E così Zelensky se si decidesse ad accordare ai paesi ucraini di lingua russa uno statuto speciale come succede in tanti paesi (inclusa l’Italia con i paesi di lungua tedesca o albanese) verrebbe tacciato di tradimento e passato per le armi!

Allora oggi preghiamo San Nicola che porti il dono della pace per questi poveri piccoli che soffrono al freddo e al gelo proprio come Gesù.

635. IN CAMMINO – Ricominciamo…

Come avrete notato non ho voluto dare numerazione alle riflessioni d’avvento. Quanto vale per i filmati vale anche per queste riflessioni natalizie: si tratta di spunti di meditazione che non hanno niente a che vedere con le note quotidiane, frutto di immediatezza e prive di un messaggio specifico.

Ecco dunque il titolo: ricominciamo! Dopo una settimana di riflessioni serie ricominciamo con spunti… così come mi vengono in mente, immediati.

Dunque oggi cosa c’è stato di speciale? Poco o niente ma talvolta anche l’ordinario può essere interessante, in qualche caso commovente. Oggi è stato proprio così: una mattinata molto commovente.

Ho dedicato infatti la mattinata alla visita ai confratelli ricoverati nelle strutture sanitarie perché anziani e invalidi.

Ho iniziato il tour dall’OASI DEL SACRO CUORE a Calci. Non è una RSA nel senso stretto della parola. Formalmente è una pensione per ospiti anziani o convalescenti o bisognosi di riposo.

La casa era stata pensata come Casa per Esercizi spirituali e per lungo tempo ha ospitato gruppi di giovani/giovanissimi di Azione cattolica intenti a trascorrere giorni di ritiro. Poi i ritiri spirituali sono passati di moda e così è stata riciclata come Casa d’accoglienza per anziani ecc.

Alcune stanze sono riservate – a un costo sopportabile – ai sacerdoti. In questo momento ce ne sono soltanto due perché gli altri ospiti sono temporaneamente rientrati in sede (oppure presso la propria famiglia) dato l’avvicinarsi delle feste natalizie.

Salutati affettuosamente i sacerdoti e gli altri ospiti e rungraziate le suore e il personale che li assistono sono corso a Calcinaia done ne sono ricoverati altri incapaci ormai di badare a se stessi.

La struttura è a dimensione famigliare però, giustamente, sono molto fiscali nell’applicazione delle norme sanitarie per cui mi hanno fatto attendere un bel po’ prima di autorizzarmi a entrare. Finalmente me lo hanno concesso e così ho potuto salutare i miei confratelli, malconci in salute ma tuttora brillanti di testa.

Ho ripreso a questo punto la via di casa e qui viene il brutto… perché sono stato assalito da un attacco di ansia pensando che prima o poi (anzi, più prima che poi) toccherà anche a me finire in quel luogo, anonimo fra gli anonimi. Che tristezza!

Poi, a fatica, mi sono ripreso ma il magone mi ha accompagnato tutto il giorno fino a questo momento che sto scrivendo. Speriamo mi passi!