268. IN CAMMINO – amici

La scrittrice e accademica Rosa Alberoni, il notaio Martinelli, la professoressa Romeo: si tratta di alcune care persone che, a suo tempo, hanno dimostrato un grande affetto per il sottoscritto e per il paese.

Per questo motivo, insieme con tanti altri amici che non cito ma che potrete facilmente individuare scorrendo la lisa dei suffragi mensili, vengono ricordati ogni mese all’altare del Signore per mia personale decisione.

Nei nostri rapporti, sia a livello personale che istituzionale, non è mai “corso denaro”, come si suol dire.

Nessuno di loro ha lasciato benefici testamentari alla chiesa – anche se mi hanno chiesto e accettato consigli su come destinarli – ma in compenso hanno dato tanto amore e tanta confidenza che, ne sono certissimo, continuerà adesso che sono in cielo.

L’amicizia vera non si valuta dalle “donazioni” anche se, lo confesso, in questi ultimi due anni non ci fossero state sarebbe stato davvero un bel problema. L’amicizia vera può nascere e rimanere anche al di là dei soldi: tutti infatti possono “donare” amore, anche i poveri, gli ammalati, gli esclusi…

Se poi ci sono anche i soldi – non voglio essere ipocrita – tanto meglio ma non sono l’essenziale per “pesare” l’affetto o l’amicizia delle persone!

In alcuni casi, a proposito di suggerimenti testamentari, riconosco d’aver sbagliato in alcune occasioni: ad esempio un testamento da me suggerito – per quanto posso saperne… quindi potrei anche sbagliare – non è stato ancora onorato fino a perdere gran parte del suo valore. L’avessi accettato avrei potuto gestirlo senz’altro in modo più utile sia per il paese che per la chiesa ma… temevo di passare da accaparratore. Comunque sia andata non voglio più nemmeno pensarci essendo ormai acqua passata.

 

 

267. IN CAMMINO – Da soli o in compagnia?

Leggendo il giornale sono rimasto incuriosito da un articolo in cui si spiegava l’inutilità di mantenere certi appuntamenti in assenza di presenti: come si fa – più o meno ero questo il senso dell’articolo – a “vivere” un avvenimento storico, folkloristico, culturale, liturgico… senza la presenza “viva” per pubblico?

È evidente che per certi “spettacoli” la presenza del pubblico è essenziale. Uno spettacolo teatrale, ad esempio, ha bisogno di un pubblico che ascolti e applauda. Così per quanto riguarda certe altre manifestazioni folkloristiche quale potrebbe essere il palio di Siena che, assenti i contradaioli, avrebbe davvero poco senso.

Per quanto riguarda il culto il discorso è più articolato. Se, ad esempio, gli ebrei non possono nemmeno iniziare la preghiera in numero minore di 10 fedeli, i cristiani possono  celebrare anche in solitudine.

Celebrare vuol dire “dire Messa”: proprio così… la Messa potrebbe essere officiata anche nel caso la chiesa fosse deserta o con uan presenza ridottissima di fedeli.

E perché?

Perché nella Messa si rinnova il sacrificio di Gesù sulla croce quando offrì la sua vita in piena solitudine… Si rinnova il sacrificio, anche se in modo incruento, e se ne rinnovano gli effetti…

Ho scritto questa breve nota per tranquillizzare i pochissimi fedeli che in questi giorni partecipano alla messa feriale delle 8.00 del mattino. Mi è parso di vederli un po’ confusi nell’osservare la chiesa semi-deserta.

Tranquilli, dunque, Gesù continua a stare con noi anche se siamo pochissimi.

Passiamo all’altra riva

Commento al Vangelo di domenica 20 giugno 2021.

Sabato 26 giugno alle ore 11.00 a villa Bertelli, nel giardino dei lecci, incontro aperto al pubblico dedicato al ricordo di don Janni Sabucco, parroco di Sant’Ermete dal 1957 al 1996, a vent’anni dalla scomparsa. L’iniziativa è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli.
Intervengono il sindaco Bruno Murzi, mons. Piero Malvaldi, mons. Severino Dianich, il comandante Guido Giacometti. Conduce Massimo Marsili.
Per ulteriori dettagli e prenotazioni 0584-787251 – villa Bertelli.