169. IN CAMMINO – Padre Morra

Ho saputo da alcuni iscritti al Gruppo di Preghiera parrocchiale intitolato a Padre Pio che il Convento di san Giovanni Rotondo ha dato notizia della morte del carissimo Padre Marciano Morra.

Era un uomo e un religioso davvero straordinario. Era “cresciuto” all’ombra di Padre Pio e in qualità di suo “figlio spirituale” aveva sposato la sua causa spargendo il tutto il mondo il messaggio del “santo” Padre.

Lo avevamo conosciuto nel corso dei nostri pellegrinaggio a San Giovanni e ogni volta c’era qualcosa di nuovo da imparare. Padre Marciano infatti conosceva tutto di Padre Pio: dagli aneddoti della vita di tutti i giorni alle esperienze mistiche; dagli scritti (che aveva censìto con rigore scientifico) alle testimonianze dei suoi devoti.

Parlava in modo semplice e piano ma era capace al contempo di risposte “lapidarie” che chiudevano sul nascere eventuali critiche o osservazioni relative al Padre.

Era venuto varie volte a Forte dei Marmi in qualità di direttore internazionale dei Gruppi di Preghiera, la fondazione voluta da Padre Pio per favorire la spiritualità dei suoi figli e per sostenere spiritualmente e materialmente l’Ospedale, e ogni volta era stato un successo.

Appena siamo venuti a conoscenza della sua morte abbiamo subito  contattato il Convento e il responsabile dei Gruppi di Preghiera inviando un telegramma di condoglianze.

In questo ultimo periodo lo avevamo fatto altre volte chiedendogli di pregare per il nostro gruppo e per il nostro paese. Eravamo anche rammaricati di non poter tenere il consueto pellegrinaggio annuale e di non poter offrire se non un modesto contributo per l’ospedale. Sapevamo quindi che vari frati erano stati contagiati dal virus ma speravamo che la sua forte fibra gli avrebbe consentito di superare la prova.

Così non è stato. Lo affidiamo allora a Padre Pio e pregheremo per lui fin dalla prossima Domenica.

 

 

 

 

 

168. IN CAMMINO – 8

Ieri, Domenica in fascia “gialla”, la chiesa è tornata a riempirsi. Non come ai tempi pre-epidemia ma eravamo davvero un buon numero a tutte le Messe.

Alla Messa delle 10.00 sono tornati all’altare anche i bambini (pur senza l’abitino bianco) e questo mi ha dato una grande gioia.

La presenza dei piccoli è essenziale per gustare appieno la dolcezza dell’incontro con Gesù. Torna infatti alla memoria il passo famoso: “lasciare che i piccoli vengano a me” e tornano pure le immagini suggestive del libretto di catechismo della nostra fanciullezza con Gesù sorridente, seduto in riva al lago di Tiberiade, con i piccoli a fargli rumorosa compagnia e i discepoli intenti a rimproverarli  inutilmente.

Ieri era anche la festa di Sant’Antonio abate, patrono degli animali. Non c’è stata la consueta, festosa “ressa” degli anni passati con il porcellino Otello e la capretta Elisabetta! Non era possibile, con  le attuali norme sanitarie, fare più di tanto anche se non era mancata la disponibilità di Alessandro…

Però il segno, almeno quello, c’è stato… Alla fine della celebrazione sono uscito sul piazzale della chiesa e ho asperso d’acqua santa alcuni cagnetti, uno dei quali molto agitato, recitando con i presenti la preghiera di rito.

Uno di questi, un cucciolotto jack di nome OTTO, mi ha seguito in canonica per fare amicizia con la mia LOLA. Si è preso l’attenzione e le coccole di tutti i presenti e un biscottino dietetico. Naturalmente ho dovuto prendere in braccio la canina che soffriva per la gelosia.

Anche i nostri animali pretendono amore ed è giusto accontentarli almeno nella festa del loro Patrono.