1.381 – IN CAMMINO – Sorpresa

Sono andato in banca per verificare la consistenza del conto parrocchiale. Ero molto preoccupato perché in quest’ultima settimana sono usciti molti soldi per pagare i fornitori/collaboratori e per alcune persone (sacerdoti della montagna e famiglie del paese) in difficoltà.

Pensavo d’essere in rosso o quasi e invece, con sorpresa, ho scoperto ce c’è stato chi, zitto zitto, ha beneficato la chiesa con delle somme anche importanti che mi consentiranno, almeno per un mese, di starmene tranquillo.

Visto che queste somme mi sono state accreditate attraverso l’IBAN della parrocchia mi sono chiesto come avessero fatto a scoprirlo. Anche perché sono (alcune) persone a me sconosciute… o forse conosciute ma solo di vista e non di nome. Per questo, dietro pressioni dei miei più stretti collaboratori, ho deciso di pubblicare l’IBAN sul bollettino parrocchiale pregando al contempo la banca di darmi notizia di eventuali benefattori se non altro per ingraziarli.

Mi sento in dovere di ringraziarle. Non so se leggeranno mai questa nota. Ma se la leggeranno si sentano ringraziate… col cuore.

Un ringraziamento speciale anche alla mia famiglia che si sobbarca l’onere di sostenermi in questo momento (passeggero) di difficoltà.

Il mutuo  contratto con la banca (a causa dell’errore di cui già vi ho dato conto) lo estinguerò alla fine dell’anno grazie alla mia tredicesima. È stato un mio errore e quindi è giusto che sia io, in prima persona, a ripianarlo: per fortuna ho una discreta pensione grazie agli anni dell’insegnamento al Liceo… e alla Facoltà Teologica.

Da questa triste esperienza ho imparato qualcosa e cioè che I SOLDI NON SI PRESTANO. Se ci sono, si regalano ma non si prestano. Mai!

Per quanto riguarda le scadenze della parrocchia sono ottimista perché (quasi) tutti i creditori verranno saldati nel mese di Luglio e questo senza intaccare le riserve.

Certi lavori poi sono stati posticipati (motore dell’ Organo e finestroni della chiesa) all’autunno in modo da farmi respirare un momento.

Altri (le panche di Roma Imperiale e l’intonaco sul lato a mare della chiesa)  addirittura all’anno prossimo. Ma verranno eseguiti, state tranquilli.

Pur essendo in difficoltà non sono stato abbandonato ai miei problemi. E qui mi preme ringraziare la Fondazione di V.V., la San Vincenzo, la Mutuo Soccorso, la Banca Agricole, alcune Associazioni professionali di paese, la Direttrice e i collaboratori della Rivista e tanti benefattori che hanno preso in carico le uscite mensili per i poveri togliendomi dalle spalle un bel carico.

Per essere ancora più chiaro NESSUN POVERO ha risentito di questa congiuntura sfavorevole: tutti sono stati regolarmente aiutati!

1.380 – IN CAMMINO – Lourdes

Ieri è venuto il “messo” dell’Agenzia e ho iscritto ufficialmente coloro che hanno versato un anticipo anche modesto  (alcuni hanno già versato anche il saldo…).

Chiedo cortesemente a tutti coloro che hanno manifestato l’intenzione di venire di provvedere a versare almeno qualcosina per avere diritto all’iscrizione. Vi raccomando di essere puntuali e precisi per non mettermi in difficoltà. Sono mortificato a seccarvi con queste continue richieste ma l’agenzia non sente storie: senza anticipo non accetta iscrizioni!

Stamani su Corriere ho letto una bella testimonianza di una ragazza che ultimamente ha partecipato a un pellegrinaggio a Lourdes. È una lettera meravigliosa che però non posso riportarvi per intero perché piuttosto lunga. Mi limiterò quindi ad alcuni stralci proponendomi di tornare sull’argomento in un momento successivo. La lettera dice:

“(Giunta a Lourdes) mi sono seduta sulla prima panca e, durante la preghiera, sono scoppiata a piangere senza un motivo apparente. Mi sono sentita accolta in un abbraccio, capìta, compresa e amata come mai prima d’allora…

Quattro mesi fa ho subito un’operazione pesante. Per settimane sono dipesa completamente dagli altri: medici, infermieri, famigliari…

A Lourdes invece ero io  dare una mano per risanare il mio debito nei confronti di chi mi aveva aiutato…

Poi ho scoperto che in realtà erano loro – gli ammalati – che mi stavano donando qualcosa: la loro storia dolorosa, i loro sorrisi, le loro fragilità.

A Lourdes ho capito tante cose… “

 

1.379 – IN CAMMINO – All’incontrario…

È stata una buona Domenica, ricca di impegni ma anche di soddisfazioni. Fa piacere vedere la chiesa affollata e affollata di persone devote!

Sia la cerimonia del 25° di Sabato che il matrimonio di ieri sono stati momenti bellissimi, anzi indimenticabili. (sono incorso anche in una gaffe ma me ne scuserò quanto prima con l’interessata)

Come già scrivevo sul blog di Venerdì ricevo tanti incoraggiamenti a portare avanti la mia missione di parroco… la cosa mi fa piacere e ve ne ne ringrazio.

Stamani invece ho avuto una parola di incoraggiamento ma all’incontrario (non riesco a trovare il termine…):

È entrato un giovanotto e si è messo all’organo a suonare.

Mi sono subito avvicinato per fargli presente che avrebbe dovuto suonare l’organo “espressivo” (quello che è dietro l’altare) e non il “grande organo” che ha il motore elettrico “bruciato” e lui, candido candido, mi ha salutato:

“Don Piero, che piacere rivederla… è ancora qui? Non è ancora andato in pensione?”

Ho risposto a mezza bocca: “Sì, al momento sono ancora qui, un po’ acciaccato ma sono qui…”

Si deve essere accorto di avere usato parole poco simpatiche perché subito dopo ha chiuso lo strumento e se ne è uscito.