1.425 – IN CAMMINO – Giornataccia…

Mi sono ridotto a scrivervi a quest’ora (sono ormai le 8 di sera) perché anche oggi, pur essendo Lunedì e quindi teoricamente il giorno del riposo, ho avuto impegni fin dalla prima mattina e fino a ora.

Non voglio stancarvi con  i miei lamenti ma sono davvero “cotto” dalla stanchezza e non vedo l’ora di andare a riposare anche se è proprio nella nottata che patisco quei giramenti di testa che poi mi lasciano inquieto e spossato per l’intera giornata.

Apprezzo da sempre la vostra vicinanza… non mi vergogno a dirvi che al momento ne sento proprio il bisogno.

Dimenticavo di dirvi che nel primo pomeriggio è morta la nostra carissima Clarita. Non vi dimenticate di suffragarla.

A domani sperando in una nottata tranquilla.

1.424 – IN CAMMINO – San Vincenzo de’Paoli

Ho già esposto in chiesa il quadro di San Vincenzo. È un dipinto piuttosto malridotto per cui occorre fermarsi davanti per vederlo bene; in più, è assai somigliante a Padre Pio e pertanto potrebbe essere facilmente confuso col Santo di Pietrelcina.

La sua è una storia speciale (come quella di tanti altri Santi) perché Vincenzo non era nato santo… anzi!

Era stato ordinato sacerdote ma non era in cura d’anime come si suol dire; era precettore (cioè insegnante ed educatore) presso la famiglia Gondi (una ricca famiglia francese ma d’origine fiorentina) e come tale manteneva un tenore di vita “sopra le righe” godendo di ricche prebende.

La “provvidenza divina” – si dice così quando avvengono episodi indecifrabili dal punto di vista umano – dispose che, a seguito di un malinteso, venisse allontanato dalla familgia Gondi e venisse nominato parroco in una parrocchia della periferia parigina dove Vincenzo scoprì la dura vita dei poveri.

Dopo un iniziale rifiuto aprì il cuore a questi poveretti impiegando tutte le sue forze e le sue conoscenze (altolocate) per alleviare le loro sofferenze. Allo scopo formò alcune donne della nobiltà alla cura, umana e spirituale, dei bisognosi.

Fra questi individuò quelle povere ragazze attirate nella città con  la promessa di un lavoro e poi costrette a prostituirsi per vivere.

Riservò a se stesso la cura dei carcerati – più che altro ladri ma per necessità – trattati come animali e privati di ogni dignità.

Tutte queste iniziative gli procurarono un’infinità di cattiverie alle quali rispose con un assordante silenzio lasciando che fossero le sue opere a parlare  per lui.

Anche nella nostra parrocchia esiste la CARITAS SAN VINCENZO con  un buon numero di confratelli, generosissimi ma piuttosto anziani. Un appello quindi ai giovani, uomini e donne, quindi perché entrino a far parte di questa storica associazione.