1.432 – IN CAMMINO – Catechismo (1)

Il catechismo è come la scuola!

Quindi si viene, si prega, si studia e si impara a stare insieme da fratelli. La Messa (del Sabato sera o della Domenica) conferma poi il nostro proposito d’essere amici di Gesù.

Ci sono purtroppo alcune differenze sostanziali…

Se, ad esempio, un ragazzo o una ragazza non frequenta la scuola dell’obbligo arrivano a casa i carabinieri e precettano i genitori. Se insistono tolgono loro la potestà genitoriale.

Questo non vale per il catechismo…

Se un allenatore o un’allenatrice si permette di obbligare un allievo a un allenamento o a una partita o a una competizione nell’orario scolastico ricattandolo in vario modo (tipo: se non vieni all’allenamento non giochi…) rischia la galera… 

Anche questo non  vale per il catechismo…

Se un giovane si presenta all’esame di terza media senza aver frequentato la quinta elementare, la prima e la seconda media non viene ammesso (se non previo esame – scritto e orale – di tutte le discipline).

Nemmeno questa regola di buon senso vale per il catechismo…

Se un ragazzo nel corso della lezione sbeffeggia l’insegnante ridendo, facendo casino (scusate la parola volgare), bullizzando i ragazzi più fragili (con spintoni di scherno) e le ragazze più timide (con immagini pornografiche) viene segnalato d’ufficio all’assistente sociale.

Al catechismo qualcuno ci prova ma sono eccezioni perché mi risulta che alcuni bulletti in erba sono stati privati del cellulare anche per un mese intero dai genitori come punizione.

Quanto al discorso “agonismo” lasciamo perdere… Ho visto ragazzi e ragazze intelligentissimi costretti a vivere soltanto con i proventi della “stagione” svolgendo umili servizi… perché a un certo punto sono stati “scaricati” da chi gli aveva prospettato ingannevolmente una carriera ricca e felice.

Faccio appello quindi al senso di responsabilità dei genitori e SOPRATTUTTO degli allenatori con le parole di Gesù: “LASCIATE CHE I PICCOLI VENGANO A ME… NON GLIELO IMPEDITE!”.

Concludo facendo presente che io sono a disposizione dei ragazzi e delle ragazze, OLTRE CHE negli orari consentiti dalle Suore, ANCHE IN CANONICA (in cucina) TUTTI I GIORNI E A TUTTE LE ORE, FOSSE PURE PER UN UNICO ALUNNO almeno finché mi regge la salute.

E anzi sono felice di insegnare il catechismo, più di quando insegnavo – visto che mi sono sudato i titoli accademici per farlo – al Liceo Scientifico o tenevo il corso di Metafisica alla Facoltà Teologia o quello di Etica alla Facoltà di Medicina o i colloqui spirituali al convento di Cappuccini con i Professori dell’Università di Pisa (ed erano quasi tutti “baroni”!)

Non ci perdiamo d’animo! Coraggio e avanti nel nome di Gesù! Domani torno sull’argomento per segnalarvi alcuni aspetti bellissimi del catechismo.

1.431 – IN CAMMINO – Un po’ d’ordine

Giustamente mi è stato fatto notare che lo studio parrocchiale è affollato di materiale (libri, opuscoli, giornali ecc.) che stona (per il disordine) con l’importanza del luogo. È nello studio infatti che vengono le persone per parlare, ragionare, confessarsi … e la trascuratezza non giova.

Il fatto è che sono quotidianamente riempito di pubblicazioni che poco e niente hanno a che vedere con il mio servizio pastorale e che però non me la sento di cestinare dal momento che sono segni d’affetto.

Sto cercando di mettere un po’ d’ordine ma mi riesce difficile fare una cernita tra quelli da tenere nella biblioteca e quelli da riporre in soffitta.

Penserei di esporre in chiesa – come dono per i fedeli – un buona parte di questi libri che però hanno una dedica e quindi potrebbe apparire come un gesto di scortesia… per chi me ne ha fatto dono… Potrei però “tagliare” la dedica e conservare quella…

Ho già contattato le varie biblioteche – inclusa la Cateriniana – ma non ho avuto risposte positive. O meglio vorrebbero le riviste parrocchiali utili per la storia di Forte dei Marmi ma quelle non posso assolutamente cederle.

Ci penserò meglio e poi deciderò!

Piuttosto perché tutta questa furia ? Beh, gli anni ci sono. A tornare in cattedra non ci penso proprio… prospettive particolari non ne vedo… e quindi mi piacerebbe che restasse nel cuore di chi ho amato un ricordo della mia presenza.

Ciò detto spero vivamente di restare in mezzo a voi per tanto tempo ancora!

 

1.430 – IN CAMMINO – I Fioretti di san Francesco

Ugolino di Brunforte, frate francescano delle Marche, scrisse in lingua latina un libretto con alcuni aneddoti/racconti curiosi relativi alla vita e ai miracoli di san Francesco e dei suoi primi confratelli.

Il volumetto venne poi tradotto in lingua italiana (medievale) nel 1300 e dato alle stampe nello stesso periodo.

Ricordo d’averlo letto nell’estate del 1970, allo stabilimento balneare Tritone di Marina di Pisa in compagnia di Adriano (poi don Adriano Valleggi) e di Paolo (poi S.Ecc. Mons. Giovanni Paolo Benotto).

Mi incuriosirono soprattutto i racconti aventi come protagonisti gli animali: gli uccellini, il lupo ecc. e la natura: il bosco, l’acqua, il fuoco…

Stamattina mi è parso di tornare a quei tempi indimenticabili incontrando un San Francesco (in gonnella) con ben tre cagnolini al seguito.

Di questi uno, VITO, in carrozzella perché ormai molto anziano e due MARTINA e SOFIA, al guinzaglio, a fargli compagnia.

Mi sono fermato un attimo a parlare con la padrona e a osservare le bestiole e mi è sembrato di tornare, come già scritto sopra, ai tempi di San Francesco che, senza dimenticare gli uomini e le donne – in particolare i poveri e gli ammalati – aveva molto a cuore anche gli animali e la natura…

Ci siamo messi a parlare: io dei miei cani, Bubi e Carlotta ormai defunti, e Lola viva e vegeta e mia fedele compagna d’affezione in questi anni d’anzianità e lei, la signora, dei suoi tra cagnolini: una conversazione breve ma molto affettuosa.

Le ho promesso di scrivere qualcosa sull’argomento e così ho fatto appena rientrato in canonica.

Impariamo ad amare, come san Francesco, tutte le creature animate e inanimate riconoscendo in esse un dono speciale del Signore.