1.387 – IN CAMMINO – In memoria

Paolo e Lia

A distanza di qualche anno dalla morte della carissima moglie Lia anche il marito Paolo l’ha raggiunta.

Era preparato all’evento… perché poco prima di salire a Milano me ne aveva parlato: era dispiaciuto e molto di lasciare i suoi cari ma non vedeva l’ora di incontrare di nuovo la sua Lia.

Questi ultimi anni sono stati molto pesanti per lui. Mai aveva lasciato trasparire la pesantezza del continuare a vivere perché amava tantissimo i suoi famigliari, la figlia, il genero (praticamente un altro figlio) e la nipote  Francesca e non voleva renderli tristi.

Fedelissimo alla Chiesa, fino all’ultimo ha testimoniato la profonda fede mutuata dai suoi anziani e se ne è fatto vanto.

Quando, alla fine della Messa delle 11.30, si fermava davanti alla statua della Madonna, i presenti gli cedevano il passo consapevoli di trovarsi di fronte a un uomo santo, silenzioso e saggio come san Giuseppe.

Ha avuto il conforto d’essere seguito giorno dopo giorno dai suoi cari che non l’hanno mai abbandonato: era felicissimo che la bimba avesse scelto la Facoltà di Medicina vedendo in lei una donna generosa e amorevole come la sua Lia.

Giungano ai suoi cari le condoglianze e l’affetto dei fedeli (e dei cittadini) di tutto il paese in particolare degli amici di Via Piave. Il funerale si terrà qui al Forte alle 16 di Martedì 4 Agosto. Spero che il gran caldo allenti la morsa per favorire la presenza dei suoi amici.

Franco

Sono parroco di Forte dei Marmi da ben trent’anni e ne ho visto e conosciuto di personaggi famosi. Fra questi anche Franco B. morto quest’oggi. All’epoca abitava vicino all’albergo Goia, sul lato opposto della strada. Non ricordo esattamente come e dove ci incontrammo. Ricordo però il motivo del nostro incontro… volle beneficare la famiglia di un un bambino di paese. Poi non ci siamo più incontrati. Qualche volta l’ho visto in chiesa, d’estate, insieme ad altri calciatori o meglio imprenditori legati al calcio. Che il Signore ricordi di quell’opera buona e lo ricompensi come Lui sa.

1.386 – IN CAMMINO – Pìetas

Con questo termine gli antichi Romani indicavano l’attenzione e il rispetto da riservarsi ai genitori anziani.

Immagino che molti fra voi ricorderanno la descrizione che Virgilio fa, nell’Eneide, dell’eroe troiano Enea (pius Aeneas) che salva il vecchio padre Anchise prendendolo sulle spalle e si prende cura del giovane figlio Ascanio rinunciando sia all’amore di Didone che ai suoi legittimi desideri personali.

Ecco, ieri in chiesa, ho avuto un esempio concreto di cosa significhi concretamente “pìetas” e di come anche oggi sia vissuta nelle noste famiglie.

È venuto alla Messa un anzianissimo di Prato accompagnato in carrozzina da una signora che poi ho scoperto essere sua figlia.

L’anziano, sonnolente e visibilmente provato dal gran caldo, era circondato di mille attenzioni da parte della figlia che vegliava su di lui come può fare una madre con il figlio: gli sistemava i capelli sudati, gli appoggiava la testa sulla spalla ecc.

Al momento della Comunione mi sono avvicinato ai due e ho notato, con grande meraviglia, he l’anziano voleva in tutti i modi alzarsi in piedi per ricevere il Sacramento.

La figlia non l’ha contrastato ma anzi lo aiutato a reggersi in piedi per ricevere l’Ostia santa. Poi l’ha fatto di nuovo accomodare per ricevere poi lei stesso l’Eucarestia.

I presenti sono rimasti ammirati da questo esempio di pìetas famigliare e io con loro! Davvero un bell’esempio.

1.385 – IN CAMMINO – Medjugorie

È comparsa sui giornali (e trasmessa pure dal telegiornale) la notizia che è stata profanata la statua della Madonna – coperta di vernice nera – e danneggiata seriamente la sede delle celebrazioni.

Pare che il gesto sia stato compiuto da un personaggio ben conosciuto dai frati evidentemente in forte stato confusionale a causa del gran caldo.

Il problema dei folli riconosciuti o comunque degli occasionali deliranti ossessivo-compulsivi è presente anche nel nostro ambiente cittadino.

In questo mese di Luglio sono dovuto intervenire due volte in modo brusco per allontanare dalla chiesa due personaggi inquietanti: una donna seminuda che, in apparente stato di trance, vagava per la chiesa farneticando cose assurde e un uomo, pluripregiudicato, che strattonava i fedeli per avere soldi…

In entrambi i casi sono stato infamato ecc. Per fortuna le telecamere ben funzionanti mi sono stati d’aiuto per difendermi da possibili denunce…

Già perché il problema maggiore che incontriamo non sta nel compiere azioni delittuose bensì nel difenderci da chi le compie: c’è sempre qualcuno che, per principio, tende a difendere chi insulta, offende, ruba, aggredisce…

Concludendo questo breve articolo (devo correre in chiesa…) manteniamo vera compassione nei confronti di chi è ammalato – così hanno detto e scritto i frati di Medjugorie – ma nello stesso tempo vediamo di difenderci segnalandoli in modo che siano presi in cura e non abbandonati a se stessi.

Oggi, aggiungiamo un’ AVE MARIA alle nostre preghiere consuete per questa povera persona, per i frati francescani e per tutti i devoti della Madonna.