556. IN CAMMINO – Miao vs Gioia

Mi era piaciuto il suggerimento di chiamarla Gioia – mi riferisco alla gatta di cui scrivevo ieri – e così avevo cominciato a chiamarla con quel nome tanto simpatico. Ma la micia non spuntava da nessuna parte …

Allora sono tornato al vecchio nome: “Miao” e la gatta è spuntata subito fuori dal suo nascondiglio preferito. Ho cercato di spiegarle, prendendola per la collottola,  che il suo nome è “Gioia” ma in risposta mi ha “soffiato” in faccia, molto nervosa.

A quel punto ho rinunciato… Evidentemente la gatta è convinta di chiamarsi “Miao” e quindi è inutile forzarla ad accettare il nuovo nome.

Anche i gatti, si sa, hanno la loro personalità e non mollano facilmente al riguardo. Però il nome prescelto era carino. Peccato!

In risposta alla mia breve nota di ieri ho ricevuto dei commenti interessanti. Alcuni anche curiosi, come quello della signora che compatisce la mia povera gatta “sedotta e abbandonata”.  Altri hanno confermato quanto avevo già osservato e cioè che i gatti sono molto indipendenti e seguono il loro istinto anche per quanto riguarda le amicizie e i rapporti con i familiari.

Riconoscono da lontano il rumore dell’auto della padroncina e si fanno trovare pronti sul muretto di casa mentre ignorano sistematicamente le voci degli altri familiari anzi li sfuggono!

Si mettono a pancia all’aria a ricevere le coccole del nonno e soffiano feroci alla nipotina – tenerissima – che tira loro la coda per gioco.

Sfrecciano velocissimi, in autonomia, a caccia di topolini e dormono, sornioni, quando invece ci sarebbe bisogno del loro intervento.

Si dirà… Sono gatti e quindi sono imprevedibili. Però niente è più bello di un gatto che, in braccio, fa le fusa mordicchiandoti di tanto in tanto i polpastrelli!

 

555. IN CAMMINO – miao

Mi dicono che oggi è giornata internazionale del gatto! Non lo so se è una battuta oppure una notizia vera. La prendo per vera e anzi colgo l’occasione per scrivere qualcosa sulla “gattina” parrocchiale.

Immagino che per voi, abituati a vedermi sempre in giro con la piccola Lola, sarà una sorpresa ma è proprio così: la parrocchia ospita e sfama anche una micia di colore grigio tigrato molto graziosa.

È randagia ma passa quasi tutte le notti nel vano sotto il corridoio che porta dalla canonica alla sacrestia: d’inverno c’è un soffuso tepore visto che vi scorrono sopra le canalette del riscaldamento e d’estate, essendo all’aperto, permette di trascorrere la notte al fresco.

Questo succede da un bel po’di anni. Ciò nonostante continua a essere timorosa senz’altro per la presenza della Lola che non perde occasione per farle dispetti anche se si tratta di dispetti tra … sorelle in quanto hanno capito bene entrambe che sono ugualmente amate (e nutrite).

Un tempo si era fatta più socievole. Addirittura saliva al piano superiore sotto il naso della Lola.  Eh sì, per amore si sfida anche il pericolo.

Allora infatti era ospite in canonica anche Vaduz, il gattone nero di don Edoardo, che condivideava con lei la stanza dei sogni…: si sdraiavano insieme, al fresco, e … “sognavano”, felici di farsi compagnia.

La Lola non aveva il coraggio di distoglierli da quei momenti dolcissimi anche se talvolta ne approfittava per papparsi la loro cena!

Da quando Vaduz si è trasferito a Capezzano monte, seguendo il suo padrone, e si è fatto una nuova compagna la micia passa lunghe ore da sola e fa molta tenerezza.

Per questo motivo le siamo – tutti – molto vicini con affetto e comprensione La gatta non ha ancora un nome… al momento per chiamarla ricorro al miagolio. Forse dandole un nome potrebbe farsi più domestica. Datemi un suggerimento…