Oggi, festa liturgica di San Camillo desidero dedicare questa breve nota ai cari padri e fratelli Camillini che ho conosciuto in questi anni di permanenza al Forte. Tutti mi hanno “dato” qualcosa… esempio, disponibilità, affetto ecc.
In particolare ricordo Padre Efisio che mi accolse al Forte al mio arrivo nel novembre del 1997: aveva un piglio da manager e non lo nascondeva. Questo gli provocò una certa antipatia da parte del personale perché non guardava in faccia a nessuno quando c’era da salvaguardare il bene dell’ospedale. All’epoca mio fratello ero Preside della facoltà di Medicina all’università di Pisa e a lui ricorse per informazioni sui vari chirurghi che avevano presentato domanda. Intervenne il prof. Mosca con consigli mirati che ebbero – per quanto ne so – buoni risultati.
Ricordo anche Padre Gianfranco che grazie anche alla collaborazione con i fratelli D’Angiolo, acquisì molti dipendenti anche di altro profilo che dettero nuova importanza alla struttura: l’USL di zona riconobbe i risultati e ne nacque una intensa collaborazione.
E infine Padre Umberto che, sebbene ormai molto anziano, accettò di dirigere l’ospedale.
Insieme con loro ne ricordo molti altri, sacerdoti e fratelli, che non cito per non appesantire troppo la nota: alcuni brillanti, altri meno ma tutti generosamente impegnati nel servizio ai malati.
Uno di loro, fratel Pietro Vecoli (che io però non ho conosciuto), era un santo! A lui mi affido nei momenti di stanchezza e di sconforto. Fatelo anche voi.
