1.391 – IN CAMMINO – don Yudas…

… è tornato in Africa per il funerale di un suo zio.

Gli ho assicurato le nostre preghiere e la nostra partecipazione al dolore della famiglia.

A causa di questa evenienza imprevista siamo in difficoltà sia per le Messe che per le Confessioni: lui infatti celebrava ben tre Messe e confessava durante altre due Messe.

Trovare un sostituto è difficile se non impossibile.

Sto cercando ovunque perché il mese di Agosto è il mese più affollato sia per le Confessioni che per le celebrazioni ma al momento sono riuscito a reperire un sacerdote per la Messa delle 10.00 e per quella delle 18.00. Per la Messa delle 9.00 sono ancora alla ricerca: per fortuna ci sono i seminaristi per cui almeno la Liturgia della Parola e la Comunione sono assicurate.

Colgo l’occasione per invitarvi a pregare, e a pregare con convinzione, perché il Signore favorisca nuove vocazioni sacerdotali e religiose (in questo caso maschili e femminili).

 

 

1.390 – IN CAMMINO – Il computer fa le bizze

Sono in forte ritardo nello scrivere la nota quotidiana. Il computer non ne voleva spere di accendersi e quindi ho perduto un’oretta sulla tabella di marcia della giornata.

Anche le persone delle volte fanno le bizze… soprattutto quando non si rendono conto di aver sbagliato e cercano (e trovano…) tutte le possibili giustificazioni!

In particolare coloro che fano uso di sostanze stupefacenti ne inventano di tutti i colori per nascondere la propria grave patologia.

Don Mazzi è stato un maestro insuperabile nell’aprire la coscienza dei drogati: non si considerava medico ma padre… non li considerava “pazienti” ma figli e con questo metodo semplice ha restituito alla vita tanti giovani, uomini e donne, che hanno smesso di fare le bizze e si sono decisi ad aprirsi con sincerità.

Il suo funerale è stata l’ennesima “lezione” ai suoi cari figli.  Non dimentichiamolo.

1.389 – IN CAMMINO – Incubo notturno

Sono costretto a riposare con i dei tappi di cotone negli orecchi. Non posso mettere quelli della farmacia perché rischio di non sentire la sveglia e di lasciare la chiesa chiusa.

Con quelli di cotone sento e non sento perchè i rumori mi pervengono molto attutiti e dunque qualcosa fanno.

La mia camera dà su Via Trento che da una certa ora in poi diventa un incubo fra le auto modificate e i motorini smarmittati che fanno a gara a rincorrersi.

A notte fonda diventa poi luogo abituale di incontro fra giovanissimi che si accomodano sui gradini dell’abitazione e parlano/gridano/fumano e chissà cos’altro…

Stanotte ho avuto un incubo. Sentivo un vociare strano a volte sommesso a volte forte a volte ancora sguaiato. Avendo percorso per lunghi anni la tratta Pisa – Roma per gli studenti del Liceo ho pensato per un attimo d’essere in treno con una classe un po’ esuberante e invece ero nel letto, madido di sudore, rintontito dai tranquillanti perché non mi sento per niente bene.

Era in gruppo di una decina di giovanissimi che, accomodati sugli scalini di casa, cianciavano del più e del meno incuranti del riposo altrui!

Ho cercato di mantenere la calma e li ho pregati di togliersi di torno con parole un po’ forti. Se ne sono andati, qualcuno protagonista in negativo o meglio sfacciato… brontolando che a Forte dei Marmi non si può nemmeno “smadonnare” in pace. Insomma mi hanno rovinato la nottata.

Stamattina davanti alla porta c’erano numerose “cicche”. Non erano spinelli o simili, per fortuna. Ma comunque al vederle mi sono sentito davvero triste.

Dovrò mettere anch’io un vigilante come nelle ville di Roma Imperiale?