888. IN CAMMINO – adorazione/contemplazione

Mi è parso di capire (sempre a causa delle polemiche ecc. ecc.) che non tutti conoscono il significato della “contemplazione” eucaristica detta più precisamente “adorazione” eucaristica.

Anche se ne ho parlato diffusamente nella riflessione della notte del Natale vorrei tornare brevemente sull’argomento a vantaggio dei lettori della nota giornaliera.

Prendo spunto anche per questa breve nota dalla copertina della rivista parrocchiale che presenta il Natale di Gesù nell’interpretazione pittorica di Giotto (nella cappella padovana degli Scrovegni).

Si vede Maria che volge uno sguardo amorevole al piccolo Gesù. E lo stesso sguardo c’è pure da parte del Bambinello: uno sguardo fisso, verso il volto della mamma.

Gli psicologi spiegano che questo modo di guardare è un vero e proprio  linguaggio: privo di parole ma ricco di sentimento! È una contemplazione amorosa che lega i due personaggi fondendoli in un’unica realtà “mistica.”

Reale e spirituale sono termini antitetici eppure in alcuni casi, come nel caso in questione, riescono a fondersi per dare vita a una “realtà mistica” in cui – per intenderci senza troppi ragionamenti – gli occhi fanno battere il cuore.

Tutto questo avviene nella contemplazione eucaristica quando, volgendo gli occhi al Ss.mo Sacramento (l’Ostia consacrata esposta sull’altare) il cuore batte d’amore per Gesù.

La preghiera di “contemplazione” è detta anche la preghiera dei “piccoli” in senso evangelico: coloro che non riescono a formulare parole/preghiere possono ugualmente adorare il Signore contemplando l’Eucarestia o (se a casa, seduti in poltrona, dopo una lunga giornata di lavoro), il Crocifisso.

È una forma tipica cristiana che ha pure un’efficacia terapeutica perché favorisce l’allentamento delle tensioni interiori, dei sensi di colpa, della paura del vivere.

Adesso fermatevi un attimo a contemplare i due personaggi, Maria e il Bambino. Se avvertirete un’emozione profonda, fino a lacrimare, non vi preoccupate. Capita spesso a chi ha il cuore buono, come voi, cari lettori.

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