SICUREZZA IN MARE

Da trent’anni il fortemarmino Andrea Tonini svolge servizio su navi che operano a livello mondiale. È ufficiale alla sicurezza della Costa Crociere. La sua carriera è iniziata sulle petroliere della Snam/Eni ed è proseguita nel comparto del trasporto passeggeri. La preparazione meticolosa, l’aggiornamento professionale continuo e l’attenzione sempre alta sono requisiti alla base di un lavoro carico di responsabilità.

di SILVIA CECCHI

“Bisogna essere concentrati, riposati, prestare massima attenzione al traffico e alle manovre” dice a proposito della conduzione dei natanti il primo ufficiale Andrea Tonini, responsabile della sicurezza delle navi da crociera “Costa”. Il suo incarico specifico attiene al “Life-Saving” o “Fire-Fighting” e comprende turni di guardia di navigazione, cioè fasce orarie in cui è chiamato ad avere la responsabilità della guida della nave.

Il gruppo Costa comprende due marchi: “Costa Crociere” e “Aida Cruises”, entrambi iscritti nel porto di registro del compartimento di Genova e quindi battenti bandiera italiana. La compagnia fa parte dello statunitense gruppo Carnival e opera a livello globale, principalmente sulle rotte del Mediterraneo, Nord Europa, Mar Baltico, Caraibi, Nord e Centro America, Sud America, Emirati Arabi, Oceano Indiano, Estremo Oriente e Africa.

I turni di lavoro constano di quattro-cinque mesi consecutivi di imbarco e due-tre mesi di riposo. “Questo genere di impiego è molto bello perché offre l’opportunità di girare il mondo e conoscere tante culture, però comprende molti sacrifici”, dice Tonini. È importante che il personale dia il massimo. Bisogna remare tutti nella stessa direzione ed essere una vera squadra. A bordo c’è una disciplina severa, portiamo una divisa, rappresentiamo la compagnia e la qualità italiana. Se questo mestiere non si fa per passione, è impossibile resistere. Inoltre subentrano tanti fattori, come la nostalgia per la lontananza da casa. Quindi senza un reale interesse e convincimento sarebbe come sentirsi in galera”.

Su una nave il lavoro ovviamente non si ferma mai e i turni si susseguono giorno e notte per garantire il servizio H24. Per questo l’ufficiale ci spiega che la tensione è costante. Nel settore crociere è considerato di piccole dimensioni un natante che ha circa 800 membri di equipaggio e circa 1.700 passeggeri, mentre è considerato di grandi dimensioni quello che trasporta un equipe di mille addetti e 5.000 ospiti.

La nave si articola in tre reparti: coperta, macchina e hotel. A grandi linee, il primo attiene a tutta la manutenzione del natante e alla gestione del sistema antincendio e salvataggio; il secondo riguarda gli impianti macchine; il terzo è il più numeroso e si riferisce alle cabine, alla cucina e al personale di servizio per i passeggeri.

Nel settore “coperta” la sicurezza si sviluppa in Fire-Fighting, quindi tutto ciò che attiene all’antincendio e ai relativi dispositivi, e Life- Saving, che si riferisce a operazioni di evacuazione, lanci di salvataggio, gestione delle scialuppe e dei giubbotti salvagente. “La conoscenza generale della morfologia della nave è fondamentale, come pure quella delle posizioni e del funzionamento dei mezzi di salvataggio, degli enti preposti alla sicurezza in mare, del comportamento da tenere in qualunque caso di emergenza”, dice l’ufficiale. Ci spiega, inoltre, che la “Solas” per l’equipaggio è come una bibbia: si tratta di un insieme di norme internazionali che disciplinano gli aspetti fondamentali della sicurezza come la stabilità, i macchinari, gli impianti elettrici, la protezione antincendio e i mezzi di salvataggio.

Sulla nave si tengono regolarmente esercitazioni teoriche e pratiche, indicate da segnalazioni acustiche specifiche, affinché il personale sia continuamente pronto a fronteggiare situazioni di necessità. Tonini segue e tiene i corsi di addestramento in questione. Inoltre nei mesi di riposo il personale deve recarsi in Olanda al centro di addestramento preposto del gruppo Carnival per gli obblighi di aggiornamento professionale.

Gli chiediamo a questo proposito se è cambiato qualcosa in seguito al disastro della Costa Concordia: “Sì, sono diventati più fiscali sui requisiti di aggiornamento, eseguono molte più verifiche e stanno estremamente attenti se succede qualcosa”. L’ufficiale ogni volta che si imbarca deve portare con sé tutti i certificati in formato originale che riguardano le sue qualifiche e i suoi percorsi di aggiornamento. Sono previste infatti ispezioni a bordo da parte delle autorità straniere competenti nelle acque territoriali dove si trova la nave in virtù del Memorandum di Parigi, un accordo firmato da numerose nazioni.

La lingua ufficiale fra l’equipaggio, che è di varie nazionalità, è l’inglese. Durante i meeting e in occasione di determinate procedure le conversazioni sono registrate. A oggi i sistemi di navigazione sono in gran parte controllati e automatizzati (Ecdis: carte elettroniche di navigazione); le navi sono dotate di sistemi all’avanguardia in modo da garantire la massima sicurezza dei passeggeri. Non vatuttavia mai sottovalutata la potenza naturale del mare e degli oceani e Tonini conferma che ci sono tante variabili da tenere sotto controllo, motivo per cui è richiesta una professionalità e una concentrazione di livello molto alto.

Al tempo d’oggi le navi possono contare su sistemi di previsione atmosferica estremamente aggiornati per rendere ancora più sicura la navigazione. “Siamo continuamente informati sulla situazione e in caso di necessità il comandante può prendere la decisione di modificare il tragitto. Ad esempio, l’anno scorso durante una crociera in estremo Oriente siamo rimasti in mare senza raggiungere il porto giapponese previsto, perché un tifone stava interessando le coste del paese del Sol Levante. Quindi abbiamo evitato di raggiungere la zona a rischio e siamo rientrati a Shangai. Il comandante in casi del genere stabilisce le variazioni necessarie al viaggio e di conseguenza viene modificata tutta la logistica per lo sbarco e l’imbarco dei passeggeri in un altro porto”.

Nei periodi di festività religiose a bordo delle navi Costa vengono imbarcati i sacerdoti, che celebrano le Messe e sono a disposizione del personale e dei passeggeri. In passato i preti erano sempre presenti sulle navi da crociera ed erano equiparati a graduati.

Andrea Tonini è originario di Forte dei Marmi (classe 1966). Dopo il conseguimento del diploma all’istituto nautico “Artiglio” di Viareggio, ha fatto tutta la gavetta sulle petroliere Snam del gruppo Eni dal ‘90 al 2000, quando ha conseguito il titolo di capitano di lungo corso. Durante quel periodo c’è stato l’incontro professionale con un altro ufficiale fortemarmino, il comandante Giuseppe Foffa, a quel momento nella fase conclusiva della sua carriera, dopo una vita trascorsa al comando di gassiere e petroliere dello stesso gruppo in tutto il mondo. Foffa è stato infatti per un certo tempo istruttore al centro di addestramento per la sicurezza della Snam, tenendo dei corsi specifici che Tonini ha frequentato appunto nella prima fase della sua attività lavorativa.

In seguito Tonini ha lasciato il settore trasporto mercantile per quello passeggeri, entrando nel gruppo Carnival, dove è rimasto fino al 2013. In quella fase si recava regolarmente in aereo negli Stati Uniti dove si imbarcava sulle navi da crociera impegnate soprattutto nelle zone caraibiche. Nel 2014 ha iniziato a lavorare per Costa Crociere. Il passaggio di grado successivo per il primo ufficiale sarà quello di diventare ‘comandante in seconda’, figura incaricata della direzione di uno dei tre settori in cui si suddivide appunto il sistema della nave passeggeri, al vertice della quale sta la figura del comandante.

L’ufficiale è sposato con Paola Leonardi e hanno una coppia di gemelli di dieci anni, Carlo Alberto e Francesco Maria. “Ci siamo conosciuti qui al Forte. Lei lavorava come commessa sotto casa mia. Quando ci siamo sposati sapeva già in cosa consisteva il mio lavoro, con i relativi periodi di lontananza. Sono stato più che fortunato a incontrarla. Da quando abbiamo avuto i bambini, tuttavia, è diventato più difficile per me allontanarmi da casa, perché per loro è motivo di sofferenza il momento del distacco. Quindi anch’io parto con un certo malcontento, per quanto ami il mio lavoro”. Durante i mesi di imbarco la famiglia si tiene costantemente in contatto grazie a Internet, avvertendo così di meno il senso della mancanza. “I primi tempi ho provato anch’io i vecchi sistemi di comunicazione – ci racconta Tonini – ed era molto più dura”. “Siamo sposati da ventitré anni, – aggiunge Paola – quindi siamo abituati a questi ritmi. I bambini sono cresciuti con questa routine e sono sereni. Io cerco di sdrammatizzare il momento del distacco. Poi loro avvertono l’affetto del rapporto familiare e dunque sono tranquilli”.

Paola, da quando sono nati i bambini, si dedica alla gestione della famiglia. Quando non c’è scuola, moglie e figli trascorrono qualche periodo di vacanza sulla nave dove è a lavoro Andrea per condividere del tempo insieme. Nei momenti di libertà dal servizio hanno potuto visitare diverse località, essendo entrambi i genitori interessati alla scoperta di altre culture. Quando la famiglia è lontana, nel tempo libero l’ufficiale si tiene in esercizio fisico, riposa e se ha la possibilità si reca a terra per conoscere nuovi luoghi. Tra i posti che ricorda con più suggestione ci sono San Juan di Porto Rico, Buenos Aires e il santuario di Fatima.

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