Catechesi per i nubendi 15

Vi spiegavo nella lezione n° 14 che nella preghiera per gli sposi, che proclamiamo subito dopo il Padre Nostro, c’è un chiaro insegnamento sul valore sacramentale del Matrimonio. Spero che lo abbiate letto con attenzione perché dalla conoscenza di questo aspetto ne andrà molto della vostra felicità di coniugi. Ma, nella stessa preghiera, ci sono altre due notazioni a mio avviso essenziali.

La prima riguarda la sposa. Passo subito a trascriverla: “Dona a questa giovane sposa ogni benedizione perché DIFFONDA LA GIOIA NELLA SUA CASA E LA ILLUMINI CON GENEROSITÀ E DOLCEZZA”.

Uno dei compiti principali della moglie (e della madre di famiglia) è quello di dare gioia alla famiglia: un bacio al marito quando torna dal lavoro, una coccola al bimbo, (una carezza al cane…). Una pubblicità di tempi passati (se non ricordo male relativa a un antinfluenzale) mostrava la moglie a letto con la febbre e il resto della famiglia triste e avvilito: marito e figli erano terribilmente abbattuti. Nella pubblicità si sottolineava che perfino il cane aveva gli occhi mesti. Capisco che anche quando la moglie/mamma lavora e quindi torna a casa stanca e delle volte pure umiliata perché le cose non sono andate bene (penso ad esempio alle dottoresse e alle infermiere che in questo triste periodo hanno lavorato allo sfinimento) non è per niente facile mettersi la maschera della donna gioiosa… ma l’esperienza mi ha insegnato che le mogli/mamme hanno una generosità incredibile e sono pronte a sopportare tutto pur di far felici e propri cari. Mi permetto di aggiungere una parola anche riguardo alla dolcezza: ai nostri tempi anche le donne sono diventate molto aggressive. È un dato di fatto incontestabile! Proporre “dolcezza” può sembrare addirittura offensivo. Ma non è così: l’esempio di donne-madri-mogli che nel passato (e anche nel presente, per fortuna), forti della Fede e abituate alla Preghiera, hanno creato famiglie (mariti e figli) esemplari sta a indicare che l’insegnamento cristiano merita considerazione.

La seconda notazione riguarda il marito/padre: ” Guarda con paterna bontà il suo sposo… perché adempia al meglio la sia ” MISSIONE DI MARITO E DI PADRE”.

L’so della parola “missione” può sembrare eccessivo e in effetti lo è. Siamo abituati infatti a sentirlo usare per situazioni serissime: i militari che vanno in “missione” in Irak e rischiano la pelle; i diplomatici che vanno in “missione” per vedere di risolvere i conflitti e rischiano di perdere la faccia; i professionisti inviati in “missione” per questioni socio-economiche e rischiano il licenziamento in tronco ecc. Si tratta di persone speciali, quasi dei supereroi che si distinguono per coraggio, nervi saldi, equilibrio ecc.

Ma, ai nostri tempi, gestire una famiglia è proprio una “missione” che richiede CORAGGIO, NERVI SALDI, EQUILIBRIO e, permettetemi di aggiungere, TANTA FEDE E TANTA PREGHIERA per evitare i colpi bassi dei “terroristi” della famiglia, tutti coloro che si mettono d’impegno per distruggerla.

L’ultima lezione la scriverò Lunedì. Buona lettura, dp

 

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