Catechismo prima confessione 13 lezione

Racconta Gesù nella parabola del “babbo buono” che uno dei figli, insensibile alle lacrime dei genitori, se ne uscì di casa sbattendo la porta. Vi spiegavo che così facendo era stato proprio cattivo! (i peccati sono cattiverie). Con tutti soldi che aveva in tasca fece presto a farsi amici. Tutti i giorni faceva festa. Ma poi i soldi finirono. Gli amici sparirono e lui si trovò solo. Per mangiare fu costretto a lavorare. L’unico lavoro che trovò fu quello di custode di maiali. Stava tutto il giorno in mezzo a quelle bestie, era sporco e lacero, e mangiava le stesse bacche degli animali. A quel punto gli tornò in mente suo padre e capì che aveva sbagliato e di molto a lasciare la casa. Gli venne da piangere ma non tanto per la sua triste condizione di poveraccio quanto per il dolore che aveva dato ai suoi familiari. In altre parole si pentì di quello che aveva fatto. Questo vale anche per noi. Per confessarci per bene non è sufficiente conoscere quali cattiverie (peccati) abbiamo fatto ma anche avvertirne dispiacere. In molti casi si avverte immediatamente il senso di colpa e il relativo dispiacere. In altri casi c’è bisogno di ragionarci sopra: questo ragionamento si chiama “esame di coscienza”.

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