223. IN CAMMINO – Catechismo durante la Messa

Ogni anno, nel corso dell’estate, invece di commentare i passi biblici proposti dalla liturgia festiva, tengo delle lezioni di catechismo.

Questa scelta, oltre che essere consentita, produce in genere buoni risultati perché molti fedeli, a loro dire, riconoscono di avere gravi lacune nella conoscenza della dottrina cristiana.

Il problema nasce da lontano. Le lezioni del “primo” catechismo, quello dell’infanzia, essendo proposte in modo (troppo) semplice vengono presto  liquidate al pari delle fiabe.

Nel corso dell’adolescenza o della giovinezza ci sono altre occasioni per studiare/approfondire ma essendo lezioni o corsi “imposti” (vedi ad esempio il catechismo di Cresima o i corsi in preparazione al matrimonio) vengono inconsciamente rimosse come si fa in genere con tutto ciò che ci è capitato di “subìre”. E infatti i neocresimati spariscono appena ricevuto il sacramento. E lo stesso i fidanzati, primi fra tutti quelli che avevano trovato il corso “molto interessante e utile”…

A quel punto i più, sviluppano una sorta di fede fai-da-te un po’ cristiana, un po’ buddista… e talvolta perfino un po’ … atea.

Altri “credono in quello che credono i genitori o il parroco” ma senza ulteriori specificazioni. Accettano tutto ma non ne vogliono sapere di catechismo o altro “per timore di perdere la fede“!

Altri infine, ma sono pochissimi, si iscrivono ai corsi di Teologia perché “vogliono” provare a capirci davvero qualcosa ma una volta conseguito il titolo (magari da uditori) si mettono a contestare la secolare “tradizione” cristiana con idee stravaganti al limite dell’eresia!

Ovviamente sto parlando di coloro che frequentano al chiesa che non sono moltissimi.

Ecco allora il mio impegno teso a fare un po’ di chiarezza, catechismo della Chiesa cattolica alla mano, almeno sui temi di fondo che non sono, a mio parere, soltanto quelli che riguardano il “comportamento” ma anche e soprattutto quelli circa la “dottrina”.

Vengo al dunque. Questa estate mi piacerebbe approfondire il tema dell’Eucaristia a cominciare dalla “Messa” visto che è l’appuntamento più vissuto e amato da tutti coloro che “credono”.

222. IN CAMMINO – prima confessione

Ho ritirato il dischetto con le foto dei bambini che hanno celebrato la loro prima confessione prima della festa di Pasqua.

Sono molto belle. I bambini erano preparati però, dai volti, traspare l’emozione data dal momento vissuto quasi fosse un’interrogazione.

Poi, nel prosieguo, sempre dalle foto si vede che l’emozione lascia il posto alla gioia soprattutto nel momento in cui corrono ad accendere le candele e a dare il bacio ai genitori.

Vissuta così la confessione lascia tanta serenità nel cuore. Nel nostro caso invece – mi riferisco a noi grandi – provoca disagio a meno di incontrare un sacerdote intelligente e buono che si ponga al nostro fianco non come giudice ma come fratello.

Alcuni fedeli non sanno cosa dire ma soprattutto non sanno “come” dire e questo provoca, come già detto, disagio: avrà capito o non avrà capito il prete? E, ancora, mi sarò confessato bene o sarà stata una confessione invalida? Il risultato è che molti non si confessano più ma non perché non ne avvertano la necessità ma perché temono il dialogo con il sacerdote e quindi fanno a tu-per-tu con il Signore… Ma il Signore non risponde e quindi, restando nell’incertezza, avvertono un’ansia ancora più forte

Proprio allo scopo di aiutare i fedeli a confessarsi con la dovuta tranquillità ho approntato uno schema elementare che lascio a disposizione, nei confessionali, di tutti coloro che ne hanno necessità. Me lo hanno chiesto proprio alcuni dei genitori dei bimbi predetti che osservando la gioia dei loro piccoli nel confessarsi me ne hanno chiesto il motivo.

È uno schema semplice, è vero, ma tenendo conto che il Signore non ha bisogno di molte parole per …capire può essere utile sia per chi si confessa che per chi confessa.