42. IN CAMMINO – buone notizie

In questi giorni di post-pandemia (almeno lo spero…) sto incontrando molte persone di paese, ma non solo, che mi aprono il cuore.

Avendo tempo a disposizione ascolto e parlo volentieri con queste persone  conosciute e frequentate ormai da anni.

Si tratta per lo più di sofferenze, in alcuni casi molto pesanti, in altri più sopportabili ma sempre sofferenze. Non essendo uno psicologo mi limito ad ascoltare e a dare conforto nel nome di Gesù… e non vi sembri cosa da poco perché le persone hanno tanto bisogno di lui!

Non mancano però appuntamenti più gioiosi come quelli di questi ultimi giorni: due ragazze, carissime, mi hanno confidato che hanno cominciato a pensare seriamente a una possibile consacrazione religiosa.

In questi ultimi mesi, data l’occasione del centenario delle nostre Madri canossiane, ho scritto molto, per mail, sul tema della vocazione religiosa maschile ma anche femminile.

Ne ho anche parlato in chiesa, sempre per lo stesso motivo, ma ritenevo che fossero parole al vento e invece evidentemente hanno toccato il cuore di chi era in ascolto e non riusciva a decidersi.

Non aggiungo altro se non un caloroso invito a seguire spiritualmente F. e M. in modo che -se Dio vorrà- il pensiero si trasformi in scelta di vita.

Nel caso ci fossero ulteriori sviluppi, sempre che le due ragazze me lo consentano, vi farò sapere.

P.S. La Professione Solenne di N.N. fra le Benedettine prevista per il mese di Marzo è stata rimandata a data da destinarsi. La ragazza però è serena.

 

 

41. IN CAMMINO – proviamo a ripartire

Ci siamo trovati questa mattina, ospiti delle Madri Canossiane, a discutere insieme con l’Arcivescovo su come organizzare la fase n° 4 cioè la possibile ripartenza.

L’Arcivescovo ha sottolineato il fatto che l’epidemia ha evidenziato i limiti della nostra attività pastorale ristretta nel servizio di catechesi ai piccoli e nelle celebrazioni eucaristiche. Intendiamoci, questi due campi d’azione sono essenziali ma non gli unici.

Purtroppo, chiuse le chiese alle celebrazioni e gli oratori al catechismo ci siamo trovati nell’impossibilità di seguire in modo conveniente i nostri fedeli e i nostri ragazzi pur offrendo qualche celebrazione e qualche lezione via mail.

L’unico settore che ha retto, per così dire, è stato quello della carità: le varie comunità parrocchiali si sono distinte nell’aiutare i poveri grazie naturalmente alla generosità di tanti fedeli che si sono fatti avanti con estrema generosità.

E ora quale futuro ci attende? Don Federico, responsabile della catechesi, ha insistito sul nuovo catechismo diocesano pregandoci di proporlo e di spiegarlo ai catechisti e ai genitori; don Salvatore, responsabile dei giovani, ha sollecitato la nascita di una “rete” fra le realtà giovanili della diocesi. Proposte interessanti anche se, almeno al momento, difficilmente praticabili dovendo rispettare le prescrizioni sanitarie che impongono limiti ben precisi alle riunioni e ai gruppi.

Nel mio intervento ho provato a dare speranza: proprio in questi giorni ben due ragazze mi hanno confidato il loro desiderio di consacrarsi al Signore e questo l’ho visto come un segno della Provvidenza che non abbandona la sua Chiesa.

Su un altro punto sono stato un po’ troppo polemico ma sempre nei limiti perché mi rendo conto che i punti di vista possono essere diversi.

 

40. IN CAMMINO – don Boschi

Sono stato in visita ai confratelli anziani all’Oasi del Sacro Cuore di Calci. Mancavo da prima di Natale ma ero giustificato visti i problemi legati all’epidemia.

Mi sono presentato, munito di mascherina ecc., nel salottino dove gli ospiti guardano la televisione e ho intravisto don Boschi, già cappellano a Forte dei Marmi subito dopo don Antonio Simoni.

Già da tempo ha perduto un po’ di lucidità ma non l’affetto per Forte dei Marmi. Infatti appena si è reso conto di chi fossi mi ha chiesto notizie del paese.

Ho risposto in modo evasivo finché ho avuto l’idea di sottoporgli la nostra rivista parrocchiale. Subito ha mutato il volto: da depresso si è fatto gioioso e a cominciato a scorrerla pian piano come si fa con i libri che ci stanno a cuore.

E poi ha sorriso scorgendo il volto di madre Maria, la piccola suora che ha lasciato un ricordo speciale di sé nella nostra comunità parrocchiale e cittadina.

A quel punto è intervenuta la Suora che mi ha parlato di lui e degli altri sacerdoti ospiti spiegandomi che si trovano bene… che sono amorevolmente curati dalle altre consorelle ecc.

Sono tornato a casa senza un soldo in tasca perché tutto quello che avevo l’ho lasciato alla Suora a favore dei miei confratelli. Una volta o un’altra vorrei portare anche voi a fare una sorpresa.

39. IN CAMMINO – al mare

Bene. Ho iniziato il corso estivo di catechismo presso lo stabilimento Stella Maris di proprietà delle Suore Canossiane ma gestito dall’amico Carlo.

I piccoli al momento sono tre: seguono con attenzione ma sospirano spesso. Ho l’impressione che preferiscano il mare al catechismo anche se riescono bene a nascondere i loro sentimenti.

Mi aiutano nel servizio la Silvia e la nonna dei bimbi. L’una interviene quando io mi stanco; l’altra alterna l’uncinetto ai richiami.. La moglie e la bimba di Carlo ci assistono a distanza.

Stamani abbiamo cominciato a studiare i Comandamenti in vista della prima Confessione. Alcuni comandamenti già li conoscono. Altri li ignorano almeno nel loro significato specifico ma faranno presto a capire perché sono intelligenti e buoni.

La bontà non è essenziale alla comprensione ma se i bimbi sono tranquilli io spiego meglio e loro capiscono immediatamente.

Per altri ragazzi più grandi mi sono affidato alle mamme. Con il fatto che ho già scritto sul blog il programma possono studiare via mail e io farò soltanto la verifica dell’apprendimento.

Ringraziamo la Provvidenza che ci offre l’ospitalità delle Madri canossiane. Diversamente saremmo in forte difficoltà.