583. IN CAMMINO – scusatemi

Forse non ci crederete ma oggi proprio non ho avuto tempo di scrivere. Sembra impossibile ma è così. Due funerali, un matrimonio, il bollettino, problemi a non finire ed eccomi qui, alle otto e mezzo di sera a provare a scrivere qualcosa…

Da notare che la chiesa è ancora aperta perché aspetto gli amici del gruppo della Parola di Vita e quindi non avrò altra possibilità se non questi pochi minuti strappati alla cena.

“Ma è proprio necessario scrivere questa benedetta nota quotidiana?” mi hanno detto.

Sì, ho risposto, è necessaria perché tutti i giorni, numeri alla mano, ci sono almeno un centinaio di persone che sono lì in attesa davanti al computer… e aspettano con ansia proprio come la Lola aspetta una carezza (e magari anche un biscottino).

Allora, per oggi accontentatevi di questa foto. Anch’io vi voglio bene ma stasera non posso andare oltre. Sono troppo stanco.

582. IN CAMMINO – forte sofferenza

Forte sofferenza per la chiesa pisana.

Domani mattina sui giornali comparirà la notizia di un sacerdote pisano, ormai anziano, sospeso per questioni di pedofilia.

Si tratta di un episodio di molti, molti anni indietro ma dietro ordine preciso di papa Francesco che sia un episodio recente o passato deve essere – com’è giusto che sia per rispetto alle vittime – immediatamente segnalato e denunciato al Dicastero vaticano preposto alla vigilanza.

È la famosa tolleranza “zero” di cui molto si è parlato per veri o presunti scandali del passato.

Il processo canonico è già stato celebrato e la pena, la sospensione immediata dalle celebrazioni di qualsiasi tipo e l’allontanamento dalla parrocchia, irrogata.

Adesso seguirà il processo penale anche se, da quello che ho capito, gli stessi abusati sarebbero fortemente contrari.

Mi immagino lo scalpore che domani mattina ci sarà in città, a Pisa, per questa notizia che piomberà come un fulmine a ciel sereno.

Vi chiedo quindi questa sera di aggiungere alle vostre anche una preghiera per noi sacerdoti che purtroppo, come tutti, siamo soggetti a debolezze e peccati.

Certamente la pedofilia non è una debolezza qualsiasi perché lede i diritti di chi è indifeso e questo è grave soprattutto per chi svolge un servizio educativo delicatissimo come il sacerdote.

La notizia ovviamente scatenerà una ridda di ipotesi che contribuiranno ad allontanare ancora di più i giovani dalla Chiesa. I social si scateneranno contro tutti i sacerdoti facendo di ogni erba un fascio, come si suo dire.

Che il Signore veda e provveda.

581. IN CAMMINO – catechismo (3)

Ieri sera c’è stata la riunione dei catechisti. Eravamo in numero sufficiente per fare un incontro decoroso. Parla e riparla, grazie al sacrificio di alcuni volenterosi, siamo riuscito a coprire tutte le classi (esclusa la seconda elementare che affideremo… ai genitori).

Al momento però c’è soltanto un catechista per classe mentre invece sarebbe opportuno ce ne fossero almeno due per maggiore sicurezza dei ragazzi e dei catechisti stessi.

Spero che nei prossimo giorni qualche altro, fra i “vecchi” e i nuovi, si faccia avanti per aiutare. Spero. Poi vedremo.

Intanto sul bollettino di domenica prossima segnerò i giorni, i nomi dei catechisti, le aule e gli orari.

Volevo però stamani continuare il discorso sul catechismo accennando seppure molto brevemente all’accompagnamento spirituale dei ragazzi.

Quando un catechista, uomo o donna che sia, inizia a seguire dei ragazzi è come se diventasse padre o madre.

E questa paternità/maternità dura per sempre anche quando gli anni della frequentazione didattica si sono conclusi.

È un dato più e più volte sperimentato: i ragazzi dimenticano gli argomenti delle lezioni ma non dimenticano l’affetto del proprio catechista. Mai. Anche quando diventano adulti mantengono un senso di deferenza e di riguardo nei confronti di chi gli ha insegnato ad amare Gesù.

Anche i catechisti quindi devono fare lo stesso: continuare a seguirli anche quando il corso è terminato almeno con la preghiera quotidiana come si fa con i propri figli.

Potrà capitare poi che, sia nel corso degli anni della frequentazione sia dopo, i ragazzi abbiano bisogno d’essere accompagnati spiritualmente o anche soltanto umanamente: delusioni, malattie, solitudine gravano anche sui giovani e in questi casi emerge prepotente nel loro cuore il desiderio di confrontarsi con qualcuno che gli voglia bene sul serio.

E questo qualcuno in molti casi è proprio il catechista! Avrei molti esempi da farvi ma sono sicuro che voi mi credete ugualmente anche se non ve li faccio.

Non a caso, come senz’altro avrete notato, i catechsti sono citati nel “cànone” della Messa insieme al Papa, ai Vescovi, ai Sacerdoti, ai Diaconi e alle Suore!