578. IN CAMMINO – Bolgheri

Oggi ho tardato a scrivere… di proposito. Sono tornato a Bolgheri e volevo comunicarvi le mie impressioni a distanza di 55 e più anni dall’ultima volta che c’ero stato.

Non ricordo esattamente chi mi ci accompagnò e nemmeno il motivo della gita. Ero appena adolescente e avevo da poco studiato la poesia del Carducci: “i cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da san Guido in duplice filar, quasi in corsa giganti giovinetti…”.

Ricordo l’impressione che provai nel percorrere i pochi chilometri che separano il paese dall’Aurelia con quegli alberi a “scortarmi” fino al borgo antico.

Ricordo anche il pane col prosciutto gustato nella locanda all’ingresso del paese e il vino rosso bevuto, seppure in modica quantità, con (?)… forse ero in gita col mio vecchio parroco… ma davvero non ricordo.

Nella chiesetta padronale posta subito a lato non ero mai entrato. Ci sono entrato oggi perché è stata trasferita in proprietà alla parrocchia e quindi è aperta al culto.

Sono andato per celebrare il matrimonio di Nicola e Marina ed è stato tutto molto bello. A cominciare dall’accoglienza che mi ha riservato il giovane parroco e fino al congedo, affettuosissimo, ricevuto dagli sposi e dai loro familiari.

Mi sarebbe piaciuto andare un pochino in giro per il paese e magari tornare nella locanda – oggi curatissimo punto di ristoro – ma non ne avevo il tempo. Sono riuscito però a sbirciare il menù e ho notato che i piatti offerti sono sempre gli stessi di allora: polenta con ragù di cinghiale e tagliatelle alla lepre selvatica di primo e arrosti misti di secondo con il vino a caraffa e il tutto con appena 15/20 Euro! Per gli avventori da merenda invece il pane croccante con prosciutto e formaggio pecorino!

Tornando a casa – di corsa – mi è venuto da pensare a quanto sono belli i borghi toscani e in particolare Bolgheri, “dolce paese … del (mio) giovenile incanto”.

Basta così. V a finire che mi commuovo.

577. IN CAMMINO – Stanchezza o …

Proprio questa mattina Madre Felicita mi ha fatto notare che, riportando le date più importanti del mese, ho confuso Settembre con Ottobre determinando incertezza sui lettori/genitori/catechisti.

Quindi, prima di tutto, vediamo di fare chiarezza e di mettere ordine nelle date.

La FESTA DELL’ADDOLORATA sarà Domenica 11 Settembre alle ore 10.00. Riceveranno la prima Comunione quattro bambini. Saranno presenti anche il Sindaco e una rappresentanza dei Balneari che offriranno una composizione floreale per il quadro dell’Addolorata.

La riunione organizzativa per i CATECHISTI sarà Martedì 13 Settembre, in chiesa, alle ore 21.00. Vedremo il da farsi verificando le “forze” sul campo.

Infine l’inizio del CATECHISMO fissato per Sabato 24 Settembre alle ore 11.00 per i bimbi delle elementari, alle 15.00 per quelli delle Medie e alle 19.00 per quelli delle superiori.

Il perché di questi miei errori sta in parte nella stanchezza, in parte nel disordine presente nella scrivania della canonica e soprattutto alle continue interruzioni alle quali è costretto il mio scrivere per le telefonate, gli appuntamenti, le richieste di elemosine ecc. ecc.

Può darsi poi che cominci a dare i numeri anche per l’età ma al momento mi sembra di ragionare ancora benino.

A parte le battute, vi prego di scusarmi!

576. IN CAMMINO – Meglio tardi che… mai

Mi ritrovo a scrivere questa breve nota che è ormai l’ora di cena. Può darsi quindi che nessuno mi legga. Con tutto questo avverto il desiderio (ma forse sarebbe opportuno dire il bisogno) di scrivervi qualcosa perché so per certo che vi fa piacere leggere la mia nota quotidiana.

Dunque stamattina, di buon’ora, ero già a Pisa per il Consiglio d’amministrazione. Entrando in città ho scorto l’Arcivescovo che si stava avviando a passo svelto verso il seminario. Contrariamente al suo solito – va sempre in giro in tonaca – era in pantaloni e camicia a maniche corte privo di qualsiasi insegna vescovile. Ci siamo lanciati soltanto uno sguardo – io ero in macchina – ma è stato sufficiente per capirci.

Entrambi andavamo a fare qualcosa di importante per il bene della Diocesi: io i conti e lui, forse, una chiacchierata con i seminaristi che stanno ormai per riprendere il corso annuale di studio.

Poi è iniziato il consiglio ma ero distratto tanto che il presidente me ne ha chiesto conto. Ho risposto  che ero stanco già di prima mattina ma in realtà stavo pensando a coloro che stavano lavorando per me: gli uomini e le donne che stavano liberando  il piazzale  delle Suore visto che ormai la scuola sta per iniziare.

Ho saputo poi, tornato a casa, che erano sorti un po’ di contrattempi ma il tutto era stato poi sistemato a dovere pur con molta fatica.

E così la mattinata si conclusa davanti a un piatto di pasta al pomodoro insieme con loro e con il caro don Edoardo che mi aveva sostituito in chiesa per l’adorazione.

Chiudo ringraziando tutti questi amici per l’impegno profuso. Ed è un ringraziamento molto sentito. Credetemi!