568. IN CAMMINO – Corteo & “focata” con l’aggiunta di …

Iniziano oggi i festeggiamenti in onore di Sant’Ermete. Stasera il corteo storico-religioso e domani sera la tradizionale “focata”.

Il corteo è in uso da non molti anni ed è nato da un’idea di Renato Binelli, camarligo della nostra chiesa parrocchiale e amante delle tradizioni popolari.

All’inizio era semplicemente un “corteo storico” che, sfilando dal palazzo comunale, raggiungeva la chiesa parrocchiale per l’omaggio floreale al Patrono.

Successivamente è diventato un corteo “storico-religioso”: in aggiunta alle varie compagnie e contrade intervengono anche i sacerdoti (con un numero ristretto di fedeli) ad accompagnare il busto/reliquiario del Patrono.

La parrocchia non ha le forze per gestire la manifestazione che però, con l’aiuto di tutti e in particolare dell’amministrazione, al momento tiene.

Mi corre quindi l’obbligo di ringraziare quanti si impegnano nella programmazione e nella gestione che risulta, per quanto so, molto impegnativa dal punto di vista logistico.

La “focata” ormai appartiene alla tradizione… Da tempi immemorabili alla vigilia della festa si benedice il paese dalle gradule della chiesa e poi, in corteo si raggiunge il centro per accendere il fuoco.

Anticamente serviva – così mi dicono – per avvisare le popolazioni della montagna e non solo, dell’inizio della festa e della fiera. Poi è diventata un elemento di folklore locale molto apprezzato.

Un’ultima nota per spiegare chi era il premiato di quest’anno: Alessandro Giovannini. Era un fiorentino. Aveva una professione e una famiglia. Il suo specifico stava nella sua “vocazione” al volontariato. Ha servito fino all’ultimo giorno della sua vita malati, disabili, feriti, terremotati ecc. dando esempio di grande disponibilità e generosità ai nostri giovani.

Per questo ho deciso di ricordarlo offredogli, alla memoria, il PREMIO.

 

567. IN CAMMINO – Umh…

Sul computer di casa, quando c’è qualche problema di connessione compare scritto ” umh… ” con sotto, in caratteri più piccoli, “riprova più tardi”.

Anch’io, quando qualcuno mi interpella sulle mie condizioni di salute, rispondo nello stesso modo: ” umh…” aggiungendo poi: “proverò a rifare le analisi”.

Spero naturalmente di riprendermi al meglio perché gli appuntamenti di Settembre, come già avevo scritto, sono molti e molto impegnativi; al momento cercherò di osservare una dieta strettissima e poi vedremo.

Passando a un argomento più gradevole spero che la festa patronale si possa svolgere senza contrattempi di nessun tipo. Mi dicono che il tempo potrebbe fare i capricci … spero proprio di no perché dopo questi due anni di sosta sentiamo tutti il bisogno di allentare la tensione e di riprenderci la nostra bellissima “fiera”.

In chiesa abbiamo già preparato tutto. Per i dettagli faremo all’ultimo momento per non lavorare invano.

Oggi un pensierino breve, breve… A domani.

566. IN CAMMINO – compiuti o contratti?

Le prediche d’estate sulla confessione hanno determinato un interesse notevole sul Sacramento in oggetto; di conseguenza sono cresciute, e di molto, le confessioni.

Domenica prossima, a Dio piacendo e tempo permettendo, tornerò sull’argomento per spiegare il significato della “assoluzione”.

Già oggi però mi preme spiegare, sempre facendo riferimento al Catechismo della Chiesa Cattolica, la differenza fra peccati “commessi” e peccati “contratti”. La distinzione è importantissima ed è doveroso spiegarla seppure in sintesi.

Il peccato commesso è un atto contro Dio e contro il prossimo, voluto o addirittura ricercato, che chiama in causa la mia personale responsabilità.

Quello invece “contratto” è quello ereditato dai progenitori: non ne sono responsabile direttamente perché vi sono nato.

Come si vede è la dottrina del così detto peccato originale di cui parla il primo libro della Bibbia storicizzando nelle figure di Adamo ed Eva: la fragilità morale e l’inclinazione al male della natura umana ci spinge a peccare con facilità.

Il Battesimo depotenzia questa inclinazione e tutti gli altri Sacramenti ne consentono il superamento ma la realtà di ogni giorno ci vede spesso sconfitti.

Che il Signore ci resti sempre vicino!