563. IN CAMMINO – Perché queste novità?

Come avete senz’altro già capito mi riferisco a quanto ho scritto ieri a proposito dei ministeri istituiti che riguardano i Lettori della Parola di Dio, i serventi all’altare e i (le) catechisti (e).

Nel comunicato della Conferenza Episcopale Italiana c’è scritto che questa riforma è fatta per rinnovare la “forma Ecclesiae” in chiave più comunionale e non per sopperire alla carenza ormai endemica dei sacerdoti.

Senz’altro sarà così ma la sapienza popolare (che non va mai sminuita) ha capito e l’ha capito da tempo che il problema vero sta proprio nella crisi delle vocazioni ai ministeri ordinati.

Mancano sia i preti che i diaconi (Vescovi no, almeno al momento) e quelli in attività pastorale sono spesso stressati dal superlavoro al quale sono costretti.

C’è bisogno quindi che anche i laici, uomini e donne, raccolgano il testimone e portino avanti il compito gravoso ma anche esaltante dell’annuncio di Cristo.

La storia ci insegna che la Fede è rimasta anche quando la trasmissione della Buona Notizia è stata affidata ai laici, uomini e donne, che hanno “lavorato” né più né meno come i consacrati ottenendo ottimi risultati.

“Lavorato” vuol dire che hanno dapprima dissodato il terreno sassoso dell’ateismo, poi seminato la Parola di Dio e infine curato lo sviluppo dei germogli.

E sono stati pronti, dimostrando grande senso della Chiesa, a rientrare nell’anonimato nel momento in cui il loro seme hanno potuto riavere i loro pastori.

Questi risultati non li avrebbero potuti raggiungere senza l’aiuto di Dio e questo fa capire quanto importante sia la piena “sintonia” col Signore.

562. IN CAMMINO – “ministeri”

Poche parole, anzi poche righe per spiegare di cosa si tratta. Poi, in  un momento successivo, sia sul blog che sul bollettino parrocchiale spiegherò per esteso il significato e le prospettive dei ministeri “istituiti”.

Tutti sanno quali sono e quali responsabilità hanni i ministri “ordinati”.

Il VESCOVO presiede la Diocesi e serve il popolo di Dio con il suo ministero fatto di annuncio della Parola di Dio e autorevolezza nella guida pastorale.

Il SACERDOTE rappresenta il Vescovo nella piccola parte di popolo di Dio a lui affidato: in particolare cura la preparazione dei piccoli ai Sacramenti, la celebrazione dell’Eucarestia e l’approfondimenti del Vangelo.

Il DIACONO serve il Popolo di Dio principalmente con la carità ma anche con l’annuncio del Vangelo.

Ora, in aggiunta a questi ministeri come già detto “ORDINATI”, vi sono quelli “ISTITUITI” che riguardano il LETTORE, l’ACCOLITO e il CATECHISTA. Quale servizio offrono lettori, accoliti e catechisti?

Il Lettore proclama la Parola di Dio.

L’Accolito cura il culto Eucaristico.

” Il ” oppure ” la ” Catechista segue la formazione alla Fede e alla pratica cristiana.

Tutti e tre i ministeri “istituiti” sono aperti anche alle donne.

In più il o la catechista – lascio la parola al Papa – “può anche essere, sotto la moderazione del Parroco, un referente di piccole comunità … e può guidare … le celebrazioni domenicali in assenza di sacerdote e in attesa dell’Eucarestia”.

Le novità balzano subito evidenti agli occhi anche di un lettore distratto. Ma perché tutti questi cambiamenti? Ne scriverò domani, a Dio piacendo.

561. IN CAMMINO – a proposito della gatta

Con tutti i problemi di questi giorni infuocati – ve li risparmio ma vi assicuro che sono davvero stressato – ho bisogno anch’io di rilassarmi un attimo.

Scrivere mi aiuta. Il più delle volte – come oggi, ad esempio – sono delle banalità ma anche le banalità possono essere d’aiuto. Se non altro riescono a strappare un sorriso sia a me che a voi, cari lettori.

Questa mattina avrei voluto scrivere qualcosa suo così detti “ministeri istituiti” ma poi ci ho ripensato: ero troppo stanco e depresso!

Ero corso subito dopo la Messa a visitare a un ammalato;

avevo litigato (per l’ennesima volta) con gli zingari che invece di venire alla porta della canonica per chiedere un aiuto suonano alla porta della sacrestia e infastidiscono i fedeli che pregano;

ero ripartito di gran carriera per la visita amministrativa a Ripa, Strettoia e Vallecchia (si trattava di timbrare i registri parrocchiali);

rientrato in canonica avevo trovato i miei animaletti, nell’ordine:

1) il piccione con le zampette rovesciate (morto) nella gabbia,

2) la Carlotta (figlia di Bubi) dolente e languente perché il veterinario le aveva tolto ben due denti;

3) la Lola, terrorizzata dal doloroso evento subìto dalla Carlotta, nascosta sotto il divano…

L’unica creatura che se ne stava tranquilla era la “micia” Gioia, alias “miao”, che pasteggiava avidamente con delle crocchette e sembrava mi dicesse: “Fanno un sacco di storie quelle due…” “Fammi mangiare che è meglio”.

Eccola, quella birbante.