Il convento francescano di Pisa

tratto da “I Quaderni della Propositura” numero di Agosto 2022

Il convento francescano di Santa Croce si trova in località “fossabanda”. Gli storici dicono che la palude presente in questa zona disabitata venne bonificata a proprie spese nel 1034 da un certo “Bando” da cui il nome “fossabanda”.

Gli stessi scrivono di una piccola chiesa presente già dal 1232 (cfr. Statuti Pisani) poi demolita e successivamente ricostruita nel 1325 con annesso piccolo convento di monache Domenicane. La messa era officiata dai padri del convento Domenicano di Santa Caterina. Essendo la chiesa e l’annesso convento edificati fuori le mura della città e quindi in pericolo per le guerre allora frequenti, venne deciso il trasferimento delle monache presso la chiesa di San Silvestro entro le mura. Nel 1426 chiesa e convento passarono ai Francescani “minori” che da allora, ininterrottamente, offrono il loro prezioso servizio alla città.

A seguire la testimonianza dei Padri.

I FRATI MINORI DI SANTA CROCE IN FOSSABANDA di frate Alessandro

Vieni e vedi!

È questa la parola evangelica che da ormai 20 anni segna il carisma del nostro essere a Pisa come frati minori. In questa parola, che troviamo nel vangelo di Giovanni, accogliamo il grande desiderio del Signore Gesù di toccare la vita di ogni uomo e donna di qualsiasi tempo attraverso un’esperienza vera e viva.

Da quasi sei secoli noi frati minori viviamo a Pisa nel Convento di Santa Croce in Fossabanda. Alle porte della città abbiamo da sempre accolto i bisogni e le povertà di tutti coloro che bussavano al nostro convento. Con il passare dei secoli la nostra “missione” si è lentamente trasformata mantenendo però intatto il carisma originario.

La città di Pisa è oggi un grande “polo universitario” che accoglie decine di migliaia di giovani provenienti da tutta Italia. È questo uno dei motivi che hanno portato intorno agli ultimi decenni del secolo scorso a costituirsi presso il nostro convento un Centro di Pastorale Giovanile che potesse animare e accompagnare i giovani sia pisani che di tutta la Toscana. Santa Croce è divenuta ben presto un “laboratorio di idee” all’interno del quale i frati minori e i giovani hanno potuto collaborare insieme alla creazione di molte attività di Pastorale Giovanile.

Ancora oggi il nostro convento continua a essere polo attrattivo per molti giovani in ricerca di un senso profondo per la loro vita. Molte sono le attività che vi si svolgono all’interno: il cammino della Gioventù Francescana (GiFra), gli Scout Agesci, i giovani in discernimento vocazionale che passano per un colloquio e per sostare un po’ di tempo in fraternità con noi.

Alvaro Pirez de Evoca “Madonna col Bambino”, 1430 circa

Inoltre in Santa Croce è presente una numerosa e attiva fraternità di Terziari Francescani (OFS): laici, sposi, lavoratori che desiderano vivere il carisma di san Francesco continuando a stare nel mondo.

Insieme ai volontari e in comunione con la “Caritas diocesana” portiamo avanti anche un servizio di ascolto e distribuzione pacchi spesa per le persone più bisognose, ogni sabato mattina, chiamato Servizio Amico.

Ma le porte del nostro convento non sono solo capaci di accogliere. Desideriamo vivere la chiamata di Papa Francesco a essere una chiesa in uscita. Questo il motivo che ci spinge a rivolgere la nostra pastorale e il nostro annuncio evangelico anche fuori dalle mura del nostro convento. Crediamo infatti che la missione evangelica non ci spinga soltanto verso paesi lontani ma anche accanto a noi, dove osserviamo un profondo desiderio di Cristo.

A tale scopo, d’intesa con la Diocesi, abbiamo messo in atto diverse iniziative. In questo periodo in modo particolare stiamo portando avanti in due chiese della città il percorso delle 10 Parole, un ciclo di catechesi settimanale sui dieci comandamenti: nella chiesa del Cep per gli adulti e nella chiesa di San Michele in Borgo per i giovani

Organizziamo Missioni Popolari nella parrocchie di tutta la Toscana per accogliere il desiderio dei parroci di riaccendere l’entusiasmo nelle proprie realtà.

Accompagniamo coppie di fidanzati e di sposi attraverso la Pastorale Familiare, che organizza in tutto il territorio toscano incontri, ritiri, esperienze per loro. Seguiamo il percorso spirituale degli Scout Agesci di tutta la Toscana attraverso la presenza dell’Assistente Ecclesiastico regionale.

Crediamo che il Signore stia continuando a chiamare molti giovani a una vita di donazione a servizio della Chiesa. Attraverso la presenza dell’Animatore Vocazionale, accompagniamo spiritualmente diversi giovani che si stanno chiedendo quale direzione dare alla propria vita.

La preghiera è ciò che dà senso al nostro servizio pastorale. Attraverso la liturgia, che condividiamo con i fedeli che frequentano la nostra chiesa, riceviamo quel nutrimento capace di farci andare avanti nel nostro cammino.

Attualmente la nostra fraternità è composta da 5 religiosi. Per noi frati minori la dimensione fraterna è fondamentale. Crediamo infatti che attraverso il nostro stare insieme, fatto anche di momenti di fatica e di incomprensione, possiamo vivere quella parola del Vangelo che dice che “dove due o tre sono riuniti” nel suo nome, Cristo sarà con loro. Questo il motivo che ci spinge a condividere nei limiti del possibile sia le nostre attività pastorali sia la vita di tutti i giorni, fatta di semplici servizi come la cucina, le pulizie, il lavoro manuale… anche attraverso il semplice cucinare crediamo che possiamo prenderci cura gli degli altri, attuando l’invito di Gesù ad amarci reciprocamente.

Molte sono le sfide che il mondo contemporaneo presenta a noi frati minori. Tutt’oggi siamo chiamati a essere quel segno della presenza del Signore nella vita delle persone, secondo l’esempio del nostro padre san Francesco d’Assisi. Affidandoci a lui e all’intercessione di Maria Santissima continuiamo a fare del nostro meglio convinti che in questo bellissimo viaggio della vita non siamo soli: il Signore è con noi!

556. IN CAMMINO – Miao vs Gioia

Mi era piaciuto il suggerimento di chiamarla Gioia – mi riferisco alla gatta di cui scrivevo ieri – e così avevo cominciato a chiamarla con quel nome tanto simpatico. Ma la micia non spuntava da nessuna parte …

Allora sono tornato al vecchio nome: “Miao” e la gatta è spuntata subito fuori dal suo nascondiglio preferito. Ho cercato di spiegarle, prendendola per la collottola,  che il suo nome è “Gioia” ma in risposta mi ha “soffiato” in faccia, molto nervosa.

A quel punto ho rinunciato… Evidentemente la gatta è convinta di chiamarsi “Miao” e quindi è inutile forzarla ad accettare il nuovo nome.

Anche i gatti, si sa, hanno la loro personalità e non mollano facilmente al riguardo. Però il nome prescelto era carino. Peccato!

In risposta alla mia breve nota di ieri ho ricevuto dei commenti interessanti. Alcuni anche curiosi, come quello della signora che compatisce la mia povera gatta “sedotta e abbandonata”.  Altri hanno confermato quanto avevo già osservato e cioè che i gatti sono molto indipendenti e seguono il loro istinto anche per quanto riguarda le amicizie e i rapporti con i familiari.

Riconoscono da lontano il rumore dell’auto della padroncina e si fanno trovare pronti sul muretto di casa mentre ignorano sistematicamente le voci degli altri familiari anzi li sfuggono!

Si mettono a pancia all’aria a ricevere le coccole del nonno e soffiano feroci alla nipotina – tenerissima – che tira loro la coda per gioco.

Sfrecciano velocissimi, in autonomia, a caccia di topolini e dormono, sornioni, quando invece ci sarebbe bisogno del loro intervento.

Si dirà… Sono gatti e quindi sono imprevedibili. Però niente è più bello di un gatto che, in braccio, fa le fusa mordicchiandoti di tanto in tanto i polpastrelli!

 

555. IN CAMMINO – miao

Mi dicono che oggi è giornata internazionale del gatto! Non lo so se è una battuta oppure una notizia vera. La prendo per vera e anzi colgo l’occasione per scrivere qualcosa sulla “gattina” parrocchiale.

Immagino che per voi, abituati a vedermi sempre in giro con la piccola Lola, sarà una sorpresa ma è proprio così: la parrocchia ospita e sfama anche una micia di colore grigio tigrato molto graziosa.

È randagia ma passa quasi tutte le notti nel vano sotto il corridoio che porta dalla canonica alla sacrestia: d’inverno c’è un soffuso tepore visto che vi scorrono sopra le canalette del riscaldamento e d’estate, essendo all’aperto, permette di trascorrere la notte al fresco.

Questo succede da un bel po’di anni. Ciò nonostante continua a essere timorosa senz’altro per la presenza della Lola che non perde occasione per farle dispetti anche se si tratta di dispetti tra … sorelle in quanto hanno capito bene entrambe che sono ugualmente amate (e nutrite).

Un tempo si era fatta più socievole. Addirittura saliva al piano superiore sotto il naso della Lola.  Eh sì, per amore si sfida anche il pericolo.

Allora infatti era ospite in canonica anche Vaduz, il gattone nero di don Edoardo, che condivideava con lei la stanza dei sogni…: si sdraiavano insieme, al fresco, e … “sognavano”, felici di farsi compagnia.

La Lola non aveva il coraggio di distoglierli da quei momenti dolcissimi anche se talvolta ne approfittava per papparsi la loro cena!

Da quando Vaduz si è trasferito a Capezzano monte, seguendo il suo padrone, e si è fatto una nuova compagna la micia passa lunghe ore da sola e fa molta tenerezza.

Per questo motivo le siamo – tutti – molto vicini con affetto e comprensione La gatta non ha ancora un nome… al momento per chiamarla ricorro al miagolio. Forse dandole un nome potrebbe farsi più domestica. Datemi un suggerimento…