552. IN CAMMINO – Grazie!

Questa mattina, di buon’ora, abbiamo conteggiato le offerte di ieri e, subito dopo, le abbiamo distribuite tra le famiglie bisognose del paese. Abbiamo raccolto circa 1000 (mille) Euro e ne abbiamo distribuiti altrettanti. Alla spesa per il pane e le buste ha provveduto la parrocchia per altri 140 €. La Provvidenza ha “funzionato” grazie alla disponibilità delle persone buone.

Adesso, finito di scrivere questo breve testo, andrò in chiesa per la consueta ora di Adorazione Eucaristica sperando che non ci siano contrattempi: nelle cinque settimane di Luglio sono stato aiutato a tenere lontani i questuanti “sgarbati” dai Carabinieri in congedo; da oggi in poi invece sarò solo e per questo avverto un po’ d’apprensione.

È vero che potrei benissimo chiudere la chiesa e farmi una bella passeggiata in Versiliana ma davvero non posso perché l’ADORAZIONE EUCARISTICA è il modo più immediato per “contestare” l’andazzo corrente per cui conta tutto ma non la preghiera.

Come se la Chiesa andasse avanti soltanto per le opere buone, per le riunioni sinodali, per i tanti discorsi che di questi tempi ci appesantiscono le giornate. Intendiamoci: si tratta di iniziative sacrosante ma  la Chiesa, come del resto ci insegna la PAROLA DI DIO è nata dall’Ostia, dall’Eucarestia.

Finché dunque manterremo questo legame – purtroppo soltanto settimanale perché di più proprio non possiamo – continueremo a “vivere” spiritualmente – come singoli e come comunità parrocchiale – nonostante le difficoltà, le tante cattiverie presenti nel mondo e il materialismo pratico di tanti sedicenti cristiani.

Senza l’Adorazione ci verrà a a mancare la luce e la forza per resistere. E moriremo di inedia: lo dice Gesù: Io sono il PANE DELLA VITA!

Vado… e speriamo in bene.

Non pubblico subito la nota. La pubblicherò dopo i modo da tenervi aggiornati.

Tutto bene! Ho potuto pregare tranquillamente… anche per voi.

 

 

551. IN CAMMINO – Quota mille!

Eh sì. Siamo a 1000. Mi riferisco ai numeri delle note quotidiane di questi ultimi tre anni. Un mese e mezzo addietro abbiamo festeggiato i 500 numeri de IN CAMMINO. Ma in precedenza c’erano stati altri 449 numeri di CORONAVIRUS e quindi OGGI (449 + 551) siamo a mille. Davvero un bel traguardo.

Ovviamente resterà la titolazione corrente alla quale ormai mi sono affezionato: IL CAMMINO dice appunto il nostro pellegrinare in questo scorcio di tempo davvero molto pesante… È una specie di ESODO, il lungo cammino nel deserto affrontato dal popolo di Israele in fuga dall’Egitto, un cammino che dovrebbe portarci alla TERRA PROMESSA anche se, almeno al momento, non redsta un cammino molto doloroso.

Oggi però è un GIORNO DI FESTA e quindi non voglio assolutamente turbarvi con discorsi tristi…

È la FESTA DEL PERDONO che, grazie a San Francesco continua anche oggi a offrire l’INDULGENZA alle anime dei nostri defunti (e pure a noi anche se a determinate condizioni).

Fin da stamattina molti fedeli sono venuti per la Confessione e la Comunione come pure per il pane “detto dei poveri” perché serve da una parte a ricordare i tempi della povertà (quando avere un tozzo di pane era un lusso) e dall’altra a beneficare chi anche oggi fatica ad arrivare in fondo al mese (ce ne sono anche oggi anche se il nostro è un ambiente particolare).

Nella rivista che, vedo con piacere, viene ritirata nell’occasione compare nell’editoriale di inizio il ricordo di un mio “perdon d’Assisi” di molti anni addietro e nell’ultima pagina la prima preghiera di San Francesco appena convertito.

All’ingresso ho posto il quadro raffigurante San Francesco e Santa Chiara a protezione di tutto coloro che oggi verranno in chiesa.

La Messa di questa sera poi verrà celebrata con una particolare intenzione per le anime dei nostri defunti.

 

550. IN CAMMINO – Contrattempi… di varia natura.

Ieri è stata la Domenica dei contrattempi, alcuni dei quali molto fastidiosi, anche se poi tutto si è risolto… in qualche modo.

Mi avevano chiesto da giorni la possibilità di avere una Messa in lingua inglese. Anche la Curia mi aveva fatto presente questo desiderio pregandomi al contempo di fare il possibile per accontentanre i richiedenti. Ho accettato di buon grado perché è una regola di galateo pastorale non scritta ma ben presente a noi sacerdoti delle zone turistiche.

L’errore che ho fatto è stato quello di NON chiedere quanti fossero i richiedenti. Pensando a precedenti occasioni nelle quali erano intervenuti turisti – francesi e inglesi – in numero molto consistente ho dato incarico a don Martin, di madre-lingua inglese di provvedere alla celebrazione e ad alcuni amici di collaborare per le letture bibliche sempre in lingua inglese.

Io stesso mi ero riservato un piccolo spazio per il saluto e per sostenere con i canti la celebrazione.

Il problema è sorto sabato sera intorno alle 23.00 quando don Benvenuto, il parroco di lingau francese che tiene le parrocchie dellUnità pastorale della montagna versiliese, mi ha avvisato che avrei dovuto provvedere alla sua sostituzione in quanto assente per motivi di salute.

Sono andato nel panico perché il sacerdote, don Martin, che avrebbe dovuto sostituirlo l’avevo già incaricato di celebrare nella chiesa parrocchiale per gli americani.

Insomma, dopo tante telefonate tutte andate a vuoto, ho deciso di provvedere personalmente abbandonando al loro destino Padre Martin e gli altri predetti collaboratori.

Com’è andata… Come ho già scritto sopra è andata… anche se il risultato non è stato dei migliori. Mi hanno detto che gli ospiti eranpo pochissimi, appena una decina, e quindi gli altri presenti in chiesa non è che abbiano gradito moltissimo questa scelta di celebrare in inglese. Comunque non ci sono state polemiche e questo è già stato un buon risultato. Capitasse in futuro una nuova richiesta starò più attento a certi dettagli. Lo prometto!

Consentitemi, per finire, di accennare ad alcuni contrattempi capitati a persone care. Si tratta di incidenti stupidi che però hanno avuto conseguenze molto spiacevoli… perché stare chiusi in casa o addirittura stesi nel letto con un arto ingessato o le costole rotte non è proprio il massimo con questo caldissimo clima agostano.

Vi giunga dunque il mio abbraccio (non scrivo “caloroso” perché non è propio il caso) in attesa di rivedervi in forma.

PER FINIRE guardate il video di ieri e scrivetemi un giudizio. GRAZIE