222. IN CAMMINO – prima confessione

Ho ritirato il dischetto con le foto dei bambini che hanno celebrato la loro prima confessione prima della festa di Pasqua.

Sono molto belle. I bambini erano preparati però, dai volti, traspare l’emozione data dal momento vissuto quasi fosse un’interrogazione.

Poi, nel prosieguo, sempre dalle foto si vede che l’emozione lascia il posto alla gioia soprattutto nel momento in cui corrono ad accendere le candele e a dare il bacio ai genitori.

Vissuta così la confessione lascia tanta serenità nel cuore. Nel nostro caso invece – mi riferisco a noi grandi – provoca disagio a meno di incontrare un sacerdote intelligente e buono che si ponga al nostro fianco non come giudice ma come fratello.

Alcuni fedeli non sanno cosa dire ma soprattutto non sanno “come” dire e questo provoca, come già detto, disagio: avrà capito o non avrà capito il prete? E, ancora, mi sarò confessato bene o sarà stata una confessione invalida? Il risultato è che molti non si confessano più ma non perché non ne avvertano la necessità ma perché temono il dialogo con il sacerdote e quindi fanno a tu-per-tu con il Signore… Ma il Signore non risponde e quindi, restando nell’incertezza, avvertono un’ansia ancora più forte

Proprio allo scopo di aiutare i fedeli a confessarsi con la dovuta tranquillità ho approntato uno schema elementare che lascio a disposizione, nei confessionali, di tutti coloro che ne hanno necessità. Me lo hanno chiesto proprio alcuni dei genitori dei bimbi predetti che osservando la gioia dei loro piccoli nel confessarsi me ne hanno chiesto il motivo.

È uno schema semplice, è vero, ma tenendo conto che il Signore non ha bisogno di molte parole per …capire può essere utile sia per chi si confessa che per chi confessa.

221. IN CAMMINO – Francesco & Chiara

Ieri sera ho benedetto, alla presenza di numerosi fedeli un quadro realizzato dal nostro amico e collaboratore Dimitri che raffigura i santi Francesco e Chiara.

Il quadro è stato collocato nella cappella dell’Addolorata proprio davanti all’altro che rappresenta Santa Gemma, altra nostra Patrona.

Perché questo quadro dato che abbiamo già un bel San Francesco in marmo realizzato a suo tempo dal maestro  Menchetti?

Mancava la figura di santa Chiara che, a mio parere, aiuta a capire la scelta di San Francesco: senza Chiara, con la sua sensibilità e il suo amore probabilmente non ci sarebbe stato nemmeno Francesco! Inoltre ne sentivamo la necessità per favorire i più giovani per i quali abbiamo approntato un catechismo sui nostri Santi Patroni: avere un quadro che li rappresenta entrambi potrebbe aiutarci nello svolgimento delle lezioni.

L’occasione per mettere in atto questa mia idea mi è venuta dal leggere le riflessioni di una giovane ragazza, Eleonora, mancata prematuramente all’affetto dei suoi cari, un’anima “francescana” che ha amato tanto i due personaggi in questione e ha provato a seguirne le orme dapprima nella vita civile e poi, anche se per un breve periodo, nel monastero accettando anche sofferenze e incomprensioni.

Dopo averne letto certe riflessioni tutte improntate all’amore per il Signore e per i fratelli, riflessioni semplici ma davvero appassionate, mi sono affezionato al personaggio e ho deciso di proporla al pittore come “modello” per la figura di Santa Chiara.

Penso che meriti l’onore di prestare il suo volto alla Santa.

 

220 CAMMINO – Mini-presepio

Ieri ho scritto del maxi-presepio che è stato posizionato nel giardinetto a lato della chiesa. Oggi desidero scrivere qualcosa sul mini-presepio realizzato dal papà della signora Maremmani.

Trattasi di un guscio di noce opportunamente lavorato al cui interno è realizzato il presepio. Un lavoro davvero “certosino” che, immagino, avrà richiesto molto tempo e infinita pazienza.

Provo a descriverlo in qualche modo allegando poi, alla fine dell’articolo, una foto del manufatto.

Il presepio ha due ante che si aprono con una modesta pressione delle dita. In entrambe si scorgono dei pastori con un gregge di pecore e delle palme sullo sfondo.

Al centro il presepio vero e proprio con la santa Famiglia e, in lontananza l’abitato di Betlemme sempre con alcune palme a fare paesaggio. Il cielo, azzurro chiaro, è illuminato da una miriade di stelline.

C’è pure la stella cometa ad abbellire il tutto. Completa l’opera un reggi-presepio in sughero che permette di collocare l’opera nella cameretta del bambino o nel salotto della famiglia.

Ovviamente ho ringraziato la signora Maremmani che me ne ha fatto dono e mi sono congratulato con il papà che ha dimostrato tanta perizia. Tratterrò il mini-presepio nel mio studio per poi esporlo nell’occasione del prossimo Natale.

Qui di seguito alcuni dettagli dell’opera.