257. IN CAMMINO – Strage nel pollaio

Don Edoardo è tornato a celebrare dopo due mesi di assenza per malattia. Il Covid lo ha provato duramente ma adesso è tornato (quasi) in forma e si appresta a riprendere pieno servizio.

Si è presentato a celebrare con una bella barbetta che ha strappato un sorriso e un applauso ai numerosi fedeli presenti in chiesa felici di rivederlo e di rivederlo in forma.

A cena, finalmente insieme, gli chiedevo notizie sul decorso della malattia, sull’assistenza ospedaliera e simili. Mi ha detto, e ne ho provato soddisfazione, che tutti gli operatori sanitari gli sono stati molto vicini dal primo all’ultimo giorno di ricovero assistendolo in tutte le sue necessità fisiche e psicologiche che, soprattutto all’inizio della malattia, sono state molte: essere dipendenti giorno e notte dall’ossigeno a un passo dalla terapia intensiva non è stato uno scherzo.

Mi ha detto ancora, e pure questo mi ha fatto piacere che, tornato in convento (com’è noto don Edoardo risiede nel convento francescano di Pietrasanta) è stato omaggiato dai suoi parrocchiani felici di rivederlo per di più con la barba (i frati cappuccini presenti nel convento fino a non molti anni addietro avevano tutti una lunga barba) e dai suoi animali domestici, Vaduz e Vaduzova, compagni di viaggio da una vita, che gli sono saltati in braccio festosi.

Invece, sceso a “salutare” il pollaio, ha trovato gli animaletti tristi e afflitti: una volpe, profittando della sua assenza, si era introdotta furtivamente e aveva fatto strage dei poveri pennuti! I superstiti, meschini, erano acquattati in un angoletto della gabbia, timorosi di fare pure loro una brutta fine, incapaci di mostrare il meno che minimo sentimento di gioia per il ritrovato legittimo proprietario.

Al vedere la scena don Edorado ha avuto un tracollo nervoso e ha rischiato di finire nuovamente in ospedale. I suoi alti lamenti (misti a imprecazioni contro tutte le volpi… dell’universo) hanno attirato l’attenzione dei suoi predetti cari parrocchiani che lo hanno immediatamente omaggiato con uno scatolone/sorpresa chiuso con nastri multicolori contenenti ben quaranta, dico quaranta!, pulcinotti che hanno riportato vita e allegria nel pollaio e serenità nel cuore di don Edoardo.

P.S. Pare che la volpe si sia di nuovo presentata nottetempo accompagnata dal compagno e da sei cuccioli grassottelli per “presentare scuse formali” per l’accaduto ma non sono state credute e messe alla porta con abbondante lancio di pietre.

Un caro saluto da tutta la nostra comunità al caro don Edoardo! Spero d’avergli strappato un sorriso! dp

 

256. IN CAMMINO – Corpus Domini

Domenica prossima sarà la festa del Corpus Domini. Non sarà la festa di sempre con la processione dei bambini di prima Comunione, i fiori, la filarmonica e tutto il resto ma ci sarà però la benedizione del mare.

Negli anni passati, usciti di chiesa in processione, ci fermavamo all’incrocio di Via Spinetti e, in un clima di assoluto raccoglimento e silenzio, veniva benedetto il mare con il Ss.mo Sacramento alla presenza di numerosi fedeli inclusi i rappresentanti dei balneari, all’inizio della nuova stagione. Poi la processione riprendeva il suo corso per tornare alla chiesa.

L’idea di accompagnare per le vie delle città e dei paesi il Ss.mo Sacramento viene da lontano e precisamente dal 1226 quando Papa Urbano IV istituì la festa del Corpus Domini. Da allora, salvo sporadiche interruzioni dovute a guerre o epidemie, questa tradizione è sempre stata rispettata anche se, cambiati i tempi e cresciuta la secolarizzazione, la processione eucaristica ha conosciuto alti e bassi.

Due anni or sono, ad esempio, il Camarlingo Binelli decise di far sfilare la processione di Giovedì e così ci trovammo in mezzo a un gruppo di giovani avventori che urlavano e ridevano piuttosto alticci. I titolari del locale si affannavano per interrompere gli schiamazzi e le grida ma i giovani erano tutti (o quasi) stranieri – russi per la precisione – e non capivano.

Ma quando don Danilo, che presiedeva la processione, avanzò verso di loro con l’Ostensorio e l’Ostia santa capirono immediatamente e si zittirono, confusi per non aver compreso subito che non era una sfilata folkloristica ma la processione eucaristica del Corpus Domini. La festa infatti accomuna tutti i cristiani del mondo al di là delle distinzioni di culto. È risaputo poi che gli ortodossi, particolarmente i russi, sono molto devoti e affezionati alle tradizioni popolari.

Quest’anno la benedizione si terrà alla fine della Messa delle 10.00. Inviterò i presenti a fare corona sulla piazza della chiesa e, accompagnato da alcuni bambini di prima Comunione, uscirò per provvedere alla benedizione. Immagino che gli uomini, essendo impegnati sul mare con i bagnanti, non ci saranno ma le mogli e i figli sì, quindi li invito a essere presenti insieme con gli altri fedeli.

Non so quanti leggeranno la mia nota giornaliera ma chi la leggerà è invitato a passare parola in modo che questo segno, peraltro modesto, possa essere celebrato con la dignità che merita. Vedremo poi, alla fine della stagione e quindi nell’occasione della festa dell’Addolorata, di promuovere qualche iniziativa di ringraziamento.

Nel filmato di DOMENICA spiegherò meglio l’origine della festa e il significato spirituale che può avere per noi, oggi.