Pochi giorni, appena due e mezzo, per prendere un po’ di respiro e pensare alle cose dello spirito.
Non vi sembri quest’ultima una boutade… perché il calendario, sempre fitto di appuntamenti e riunioni, impedisce spesso di mantenere l’impegno pastorale più importante (per un parroco) e cioè la preghiera per il popolo a lui affidato.
In questi due giorni sono rimasto sempre solo (salvo all’ora dei pasti quando erano presenti alcuni operai albanesi) con l’unica compagnia di alcuni simpatici animali: un cavallo, due cagnolini e un po’ fra galline e volatili



Mi sono letto per intero il diario di Santa Gemma che mi ha “costretto” a riflettere molto. Dico costretto perché certi passi, soprattutto la sua quotidiana battaglia col demonio, sono davvero davvero terribili: se tutto quello che scrive – e non c’è da dubitare della sua sincerità – fosse vero ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Anche la nostra salvezza eterna – che ci auguriamo – sarebbe a forte rischio!
Ma ho dovuto riflettere – e per questo ho scritto prima della “costrizione” – anche sulla divergenza abissale che c’è fra la teologia attuale tutta improntata verso la misericordia e il perdono divino (alcuni teologi asseriscono che l’inferno è vuoto, il purgatorio è una bugia e il demonio è frutto di fantasia) e le testimonianze dei mistici che invece insistono sulla giustizia.
Da notare che non è soltanto Santa Gemma a scriverne ma anche tanti Santi come ad esempio San Pio da Pietrelcina!
Quindi… “passo a voi la palla” come si dice in gergo calcistico. Per quanto mi riguarda prendo la cosa sul serio. Non vorrei finire all’inferno per avervi nascosto queste cose. Con tutto questo però confido nella bontà di Dio che distinguerà fra le fragilità umane e le cattiverie.