114. IN CAMMINO – Padre Damiano

Domenica prossima Padre Damiano, mio ex-allievo e oggi sacerdote in Libano, viene a celebrare Messa (18.00) al Forte per presentare la situazione religiosa/sociale in quel paese e per raccogliere qualche contributo.

Gli ho spiegato che anche Forte dei Marmi in questo periodo risente della congiuntura epidemica e quindi non troverà in chiesa i fedeli degli anni passati ma è un coraggioso e ha deciso di venire ugualmente.

In questa breve nota anticipo, in qualche modo, quello che dirà in modo che anche coloro che non potranno intervenire avranno la possibilità, se non altro, di offrire una preghiera per lui e per la sua comunità.

Dunque la situazione religiosa non è male per quanto i rapporti con gli islamici siano sempre molto delicati. Le chiese sono assai frequentate e la devozione, soprattutto quella alla Madonna, è molto forte.

Ma l’aspetto ancora più bello è che c’è, fra le due comunità, uno stretto rapporto per quanto riguarda l’aiuto ai poveri. La parrocchia, ad esempio, assicura circa 300 pasti caldi 4 volte alla settimana seppure con grande sacrificio.

Quando si è verificato il tragico incidente, mi riferisco all’esplosione nel porto di Beirut, ci sono stati momenti di forte apprensione perché non riuscivano più a reperire la materia prima, riso e pasta, ma sono riusciti ad andare avanti ugualmente.

In questo contesto anche il nostro piccolo aiuto potrà essere importante.

113. IN CAMMINO – ci risiamo?

Spero proprio di no ma, a questo punto, potrebbe essere anche possibile.

Questa mattina infatti, entrando in chiesa, ho scorto un medico assorto in preghiera che manifestava un evidente stato d’angoscia: mi ha spiegato d’essere attivo in un reparto-covid della zona.

Pare che la situazione sia drammatica per la carenza di personale. Medici e infermieri sono costretti a turni massacranti mentre le direzioni fanno orecchio da mercante, come si suol dire, centellinando gli addetti e distribuendoli sul territorio non in base alle reali esigenze quanto per le raccomandazioni dei politici.

In altre parole, se un ospedale ha dei politici importanti a supporto può sperare di avere un numero consistente di medici. In caso contrario si deve arrangiare.

A quel punto ho deciso di fermarmi un attimo a pregare insieme con lui. Ho notato che gli scorrevano le lacrime sul volto…

Vi chiedo quindi stamani di offrire una piccola preghiera per questa persona e un’altra ancora per chi è ammalato.

Non vi dimenticate poi che oggi è la festa di San Giovanni Paolo II. Siamo tutti sballottati, in questo momento, anche come “chiesa”. Chi dice una cosa e chi un’altra. Anche le affermazioni del Papa vengono contestate da più parti per cui c’è una grande confusione in giro.

Che il Signore ci aiuti.

112. IN CAMMINO – Sono tornato…

Sono tornato da Roma depresso e anche un po’ angosciato.

Depresso perché gli incontri non sono andati bene. Non perché ci siano stati alterchi o contestazioni quanto perché le difficoltà economiche di questi ultimi mesi hanno determinato forti contrazioni finanziarie che, stante il mio compito di revisore dei conti, ho dovuto segnalare a voce e per scritto ai consiglieri.

Queste contrazioni, che nel linguaggio tecnico si chiamano “sofferenze” in quanto sono determinate da mancate entrate, sono così consistenti che potrebbero portare nel giro di poco tempo al licenziamento dei dipendenti e al fallimento!

D’altra parte i consiglieri non riescono a individuare soluzioni: se un albergo, ad esempio, a causa del virus non lavora non può pagare né i dipendenti né l’affitto. Ma la società proprietaria deve però pagare ugualmente le tasse.

Sono tornato anche angosciato perché a Roma le precauzioni anti virus sono un optional – ho assistito in diretta anche a una rissa fra mascherati e non -per cui, non essendo un cuor di leone, mi sono preoccupato sia per me che per voi.

Guardiamo avanti …