Ieri ci siamo incontrati con il nuovo Arcivescovo, padre Saverio Cannistrà, già preposito generale dei Carmelitani scalzi. Scrivendo la nota vi avevo promesso qualche ulteriore notizia sulla persona e sull’incontro.
Quanto alla persona è subito da far notare la sua preparazione teologica e pastorale oltre che la sua affabilità.
Ha insegnato per molti anni teologia sistematica e quindi è esperto nella dottrina cristiana; in più avendo alla spalle un decennio e più di servizio pastorale in qualità di superiore generale dell’ordine carmelitano è esperto anche nella conduzione delle comunità.
Ovviamente le comunità monastiche non sono le parrocchie… anzi se ne differenziano moltissimo e questo Padre Cannistrà lo sa bene tanto che, con grande umiltà, ha chiesto la nostra collaborazione e il nostro consiglio.
Quanto all’affabilità ho notato che ama governare col sorriso e questo ritengo sia un suo punto di forza: noi toscani, seppure caratterialmente rissosi, siamo ben disposti con chi ci guida con benevolenza e affetto.
Dunque ieri per prima cosa ci ha chiesto di commentare quanto mi ero già premurato di sottoporgli riaguardo al Vicariato Versiliese: in particolare le difficoltà che incontriamo nella gestione della pastorale giovanile e altro.
Poi ha delineato il compito del parroco: un “padre” pronto a spezzare oltre il Pane Eucaristico nella celebrazione anche quello della Parola nella confessione e nella direzione spirituale per i suoi figli…
Infine ha illustrato, alla luce del diritto canonico, quale dovrebbe essere il ruolo del Vicario territoriale (al momento sono io il Vicario) attribuendogli molta responsabilità (forse troppa) visto che il Vicario è anche parroco.
Concluso l’incontro ho chiesto al Segretario di mettermi in calendario per la Cresima dei nostri adolescenti e per una visita – informale – alla parrocchia e in particolare alla scuola se e quando lui lo vorrà.
Concludo la presente nota affidandolo alla vostra preghiera come giò state facendo con me.