Oggi, festa di San Pio da Pietrelcina, celebrerò il funerale della cara Vanessa Fiacchini, una giovane mamma troppo preso strappata all’affetto dei suoi cari.
Non so ancora cosa il Signore mi suggerirà per la consueta riflessione: sono però molto colpito dalla coincidenza fra la festa del Santo e le esequie della ragazza.
Per due motivi. Intanto perché il suo papà – mancato qualche anno addietro – era molto devoto del Santo al quale si era avvicinato in età matura: in più occasioni era venuto in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo insieme con me, riconoscente per molti benefici – così diceva – ricevuti grazie alla sua intercessione.
E poi perché la Vanessa ha percorso la Sua stessa strada: la strada della croce! Anche lei, come il Santo, ha avuto una croce molto pesante da portare sulle sue fragili spalle: non ha avuto le stigmate fisiche di Padre Pio ma quelle psicologiche e spirituali sì! Le stesse!
Me ne sono reso conto nell’ultimo colloquio avuto con lei, di persona, in chiesa, un sabato mattina quando me lo sono vista sbucare davanti all’improvviso senza la consueta mascherina con la quale doveva convivere tutti i giorni.
“Non ne capisco il perché ma lo accetto… mi spiace soprattutto per la Virgi che è nel pieno dell’adolescenza e avrebbe tanto bisogno della sua mamma per mantenersi forte. Io sono pervenuta alla fede da grande… lei per certe cose è ancora bambina”
Nel pomeriggio, quando ho incontrato la ragazzina insieme con la Gemma e la Flora mi si sono riempiti gli occhi di lacrime e le bimbe se ne sono accorte…
Sono stato debole ma è nella mia natura: per me fare il prete non è una professione come un’altra. È un servizio. E questo servizio mi impone spesso di raccogliere e di condividere le lacrime delle persone che amo.