2039. IN CAMMINO – Criterio dell’imbarazzo

Ho letto un articolo di Roberto Benigni su San Pietro. È tratto da un volume che lo stesso Benigni dedica all’Apostolo destinato a guidare la Chiesa.

Benigni è un artista della parola ma se la cava anche come scrittore. Mette in risalto la figura di questo amico di Gesù decisamente “pauroso e goffo, in tutto uguale a noi” e per questo simpaticissimo.

In alcuni casi davvero imbarazzante come quando “si arrabbia, agisce d’impulso, sbaglia, non capisce… piange, ride, si addormenta, soffre, gioisce… si lascia emozionare, proprio come noi!”

Ma perché, si chiede Benigni, Gesù non ha scelto l’apostolo Giovanni a guida della Chiesa? Lui perfetto, dalla fede incrollabile e invece niente. Sceglie proprio Pietro “il più umano, quello che è caduto più in basso… l’ultimo”.

Si tratta del così detto “criterio dell’imbarazzo”: è proprio la brutta figura fatta dal personaggio a dimostrane la veridicità.

L’autore conclude con una riflessione condivisibile: Forse proprio per questo la Chiesa è riuscita a durare così tanto attraverso i secoli. Perché la sua forza nasce dalla fragilità, una fragilità profondamente umana. E infatti la storia di Pietro non finisce con quel rinnegamento, col Calvario, e la crocifissione di Gesù. Anzi, in un certo senso, comincia proprio qui”.

Stasera lo spettacolo andrà in onda su RAI 1 alle 21.30 e domani uscirà il libro. Stiamo a vedere!

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