Ancora pochi giorni e saremo alla fine dell’anno. Un anno travagliato (come del resto questi ultimi anni) dalle guerre e dalle molteplici violenze in tante parti del mondo.
Nel nostro paese – intendo l’Italia – ci sono soltanto polemiche anche dure ma limitate per fortuna agli scontri verbali. Ci sono anche episodi di violenza domestica, episodi di bullismo ecc. ma si tratta di episodi sporadici che vengono condannati da tutti, senza eccezioni. E questo è positivo…
Le notizie delle guerre/violenze/saccheggi ci giungono filtrate dai mezzi di comunicazione sociale, in primis i social, che non consentono verifica e questo ci può indurre in errore per cui occorre molta prudenza nel commentarle.
Si soffre e basta!
Come è possibile non soffrire, nel leggere di quei poveri soldati ucraini e russi che muoiono al fronte, dei palestinesi esposti alle intemperie, degli ebrei costretti a nascondere la propria fede, dei cristiani bruciati vivi in Nigeria ecc.
No, si soffre e si prega!
Qualcuno dice che la preghiera non serve a niente anzi che serve soltanto ad alleggerirci dal senso di colpa. Sarà… però noi vogliamo continuare a farlo, da soli e come comunità, nella certezza che il Signore non abbandonerà il suo popolo.
Quando mi viene a noia la preghiera per la pace penso a quella pagina meravigliosa della Bibbia in cui Abramo supplica il Signore a favore di Lot:
“… forse in quella città ci saranno delle persone buone! Per rispetto a loro non perdonerai a quegli incoscienti ecc.”