Da quando sono al Forte non sono più salito su un treno ma in precedenza ci ho passato intere giornate.
Ricordo benissimo, ad esempio, quando tornando dalle lezioni a Bologna entravo nella lunghissima galleria dell’Appennino sulla line ferroviaria “direttissima”… stavamo tutti in assoluto silenzio perché avevamo molta paura… c’erano stati da pochi mesi terribili attentati con morti e feriti ed eravamo tutti preoccupati. Furono quattro anni molto pesanti con forti preoccupazioni anche per i miei genitori che non vedevano l’ora che il corso finisse.
Quando passai a Roma per il dottorato di ricerca le preoccupazioni diminuirono ma non i pericoli perché alla stazione Termini era tutto un brulicare di soggetti pericolosi: perfino all’interno della carrozze giravano brutti ceffi (intenti a vendere panini) che poi, per fortuna, a Ostiense scendevano. I controllori ci suggerivano di non assopirci per evitare d’essere derubati di tutto.
Per tutti questi motivi approfittavo della mia condizione di professore a tempo indeterminato (e di figlio di un ferroviere) che mi garantiva forti sconti, per prendere convogli più veloci e più sicuri.
Una volta presi perfino il “Settebello”, allora il treno dei vip, che mi scese direttamente a Pisa visto che saliva poi verso Torino. Era però troppo caro per la mie magre possibilità e non lo presi più.
Venne poi il “Pendolino” con tanti passeggeri che vomitavano alle prima inclinazioni della carrozza. Poi, in ultimo sperimentai anche l’alta velocità con i treni di ultima generazione oggi ormai obsoleti ma allora per perfettamente funzionanti.
In Russia infine – ero già parroco a Forte dei Marmi – ho percorso anche la tratta San Pietroburgo-Mosca in poco più di un paio di ore a una velocità folle: vedevamo la lancetta del tachimetro che sfiorava i trecento all’ora!
Insomma, andando in treno, non sono mai stato tranquillo!
Ecco quanto mi è tornato alla memoria leggendo del tragico incidente in Spagna… Non ci dimentichiamo di pregare per quelle povere vittime e auguriamoci almeno che non ci sia la mano assassina di un pazzo…