2092. IN CAMMINO – Sanatio in radice

È un’espressione latina del codice di diritto canonico usata nei casi nei quali un matrimonio viene “sanato” cioè riconosciuto valido e santo nonostante errori – anche sostanziali – nella documentazione, nella formulazione, nella trascrizione ecc. accaduti al momento della promessa matrimoniale.

La dizione viene però usata anche in teologia morale/spirituale in riferimento a “episodi sbagliati” del passato dei nostri predecessori riguardanti sia l’essenza che l’origine di certi cattivi comportamenti.

Ed è un ragionamento giusto!

Infatti cosa sappiamo dei nostri predecessori?

Può darsi che siano stati perfetti ma può darsi anche che siano stati pessimi elementi, che si siano macchiate  le mani di sangue, che abbiano rubato, che abbiano tradito consapevolmente la famiglia e via di questo passo.

In pratica si fa celebrare una Messa per invocare il perdono del Signore sui peccati dei nostri predecessori anche se non li abbiamo mai conosciuti.

Nel caso invece li avessimo conosciuti – mi riferisco sempre ai predecessori – sarà necessario anche il “nostro perdono” come ci insegna Mosè che nonostante la rabbia iniziale provata per la stupidità del suo popolo è disposto al perdono e anzi lo invoca per loro giungendo fino a dire: “Signore, se proprio non li vuoi perdonare allora punisci anche me visto che anch’io appartengo a questo popolo”.

E il Signore lo ascolta e perdona pur facendo scontare  a quei testardi un tempo di penitenza.

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