1.129 – IN CAMMINO – Zampetta, zampetta…

Ieri sera sono andato a riposare molto tardi perché avevo da scrivere per la Rivista d’estate e non volevo “perdere l’ispirazione”: in certe occasioni scrivo con estrema facilità, in altre invece fatico anche soltanto a scrivere un rigo.

Pare sia questione di ispirazione..

Comunque sia appena toccato il letto e recitata la preghierina a San Giuseppe per una buona morte (ormai sono anziano e quindi mi devo premunire) mi sono addormentato profondamente. La cagnolina che solitamente mi fa compagnia aveva scelto il divano, sorda ai miei insistenti richiami.

A un certo punto della notte mi sono svegliato: era la cagnetta che evidentemente pentita d’avermi lasciato solo tentava di recuperare il mio affetto zampettando sulla mia persona avvolta dalle coperte.

Chissà quanto tempo avrà guaito, povera bestia!

Per salire sul letto attende sempre il mio consenso. Mai però con latrati bensì con sommessi guaiti quasi a chiedere il permesso per accoccolarsi vicino a me.

L’ho immediatamente accontentata impartendole anche un bel bacio e sono tornato ad addormentarmi.

Capisco che questa nota può sembrare un pensierino sdolcinato e addirittura biasimevole perché pubblicato su un blog parrocchiale ma anche i preti, quando vivono da soli e diventano anziani, hanno bisogno di compagnia.

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