2093. IN CAMMINO – Crisi di governo

Questa mattina, rientrando in parrocchia, un amico e collaboratore mi ha avvisato che era in corso una crisi di governo!

Avevo letto il giornale pochi momenti prima e quindi sono rimasto sorpreso perché sul quotidiano non vi era alcuna notizia in merito.

Il mio interlocutore allora mi ha spiegato che si riferiva a un altro tipo di “governo”: mi ha fatto notare lo stato “miserevole” del limone e delle altre piante a contorno della statua di papa Giovanni Paolo II con le foglie ingiallite ecc. spiegandomi che le piante erano “in crisi” per mancanza di alimentazione… cioè di “governo”!

Ah – ho detto – avevo capito il Governo italiano!

Macché …. Compreso il problema mi sono messo a osservare le piante e in effetti ho scoperto che hanno le foglie ingiallite e in parte rinsecchite.

Il povero limone ha prodotto soltanto tre miseri frutti come dire che la sua parte l’ha fatta ma adesso ha bisogno d’essere alimentato.

Anche la pianta a lato che produce delle bacche rossastre commestibili mi sembrava reclamasse un aiutino…

Sempre l’amico e collaboratore mi ha spiegato che servirebbe una buona dose di lupini con l’aggiunta di un altro prodotto (di cui non ricordo il nome)…

Stasera stessa parlerò con Pietro per non passare da affamatore delle piante!

2092. IN CAMMINO – Sanatio in radice

È un’espressione latina del codice di diritto canonico usata nei casi nei quali un matrimonio viene “sanato” cioè riconosciuto valido e santo nonostante errori – anche sostanziali – nella documentazione, nella formulazione, nella trascrizione ecc. accaduti al momento della promessa matrimoniale.

La dizione viene però usata anche in teologia morale/spirituale in riferimento a “episodi sbagliati” del passato dei nostri predecessori riguardanti sia l’essenza che l’origine di certi cattivi comportamenti.

Ed è un ragionamento giusto!

Infatti cosa sappiamo dei nostri predecessori?

Può darsi che siano stati perfetti ma può darsi anche che siano stati pessimi elementi, che si siano macchiate  le mani di sangue, che abbiano rubato, che abbiano tradito consapevolmente la famiglia e via di questo passo.

In pratica si fa celebrare una Messa per invocare il perdono del Signore sui peccati dei nostri predecessori anche se non li abbiamo mai conosciuti.

Nel caso invece li avessimo conosciuti – mi riferisco sempre ai predecessori – sarà necessario anche il “nostro perdono” come ci insegna Mosè che nonostante la rabbia iniziale provata per la stupidità del suo popolo è disposto al perdono e anzi lo invoca per loro giungendo fino a dire: “Signore, se proprio non li vuoi perdonare allora punisci anche me visto che anch’io appartengo a questo popolo”.

E il Signore lo ascolta e perdona pur facendo scontare  a quei testardi un tempo di penitenza.

2091. IN CAMMINO – È ormai sera…

… ma desidero ugualmente scrivervi qualcosa. Mi sono accorto che queste brevi note mi aiutano non poco a svolgere il mio servizio pastorale e a mantenermi in contatto col Signore.

Da una parte infatti penso con affetto e simpatia a voi che avete la costanza di leggere ogni giorno la mia paginetta, ai vostri cari familiari e ai vostri amici.

Dall’altra ringrazio il Signore per avermi offerto la possibilità di avere qualcuno che ogni giorno mi legge facendomi un po’ di compagnia.

Il mio ritardo odierno è dovuto alla mole di lavoro che ho dovuto affrontare sia nel mattino che nel pomeriggio.

Dopo essere andato, di prima mattina, in banca per recuperare un po’ di soldi (in contanti) per i ben noti lavori di restauro alla chiesa sono corso a benedire una cara famiglia gustandomi il loro affetto sincero (e pure una ricca colazione). Nel frattempo erano già giunti in canonica alcuni miei confratelli con i quali avevo in programma un incontro di studio e preghiera. Fatti i convenevoli siamo passati ai doni: io li ho invitati a pranzo e loro mi hanno  un interessante libretto scritto, ormai molti anni or sono, da un certo Fra Lorenzo della Risurrezione.

Ne aveva parlato tempo addietro il Papa in persona indicandolo come un libro di profonda spiritualità e quindi desideravo acquistarlo. Averlo ricevuto in dono mi ha fatto felice.

Terminato il momento di studio e preghiera ci siamo messi a tavola per un pranzo di lavoro consumato in velocità perché loro avevano il treno e io il funerale della sig,ra Mariella Tacchella.

Non ho avuto la possibilità di fermarmi un attimo perché la chiesa in un attimo si è riempita di persone e tutti volevano conferire con me sia per preparare la cerimonia che per illustrami le vicende della signora defunta.

Al funerale ha fatto seguito la riunione mensile della Caritas San Vincenzo… poi la Messa e dopo un piacevolissimo incontro con due giovani ex allievi del catechismo che volevano presentarmi la loro piccolina di 3 mesi. Ormai non abitano più al Forte ma mantengono tanta nostalgia per la nostra chiesa e per il sottoscritto.  Inutile dirvi che sono rimasto molto contento… Anche la mia piccola Lola era felice al punto da dimenticare (per un attimo) la pappa già pronta nella scodella.

Adesso mi attende una cenetta frugale e un po’ di riposo. A domani.