2062. IN CAMMINO – La strage del treno in Spagna

Da quando sono al Forte non sono più salito su un treno ma in precedenza ci ho passato intere giornate.

Ricordo benissimo, ad esempio, quando tornando dalle lezioni a Bologna entravo nella lunghissima galleria dell’Appennino sulla line ferroviaria “direttissima”… stavamo tutti in assoluto silenzio perché avevamo molta paura… c’erano stati da pochi mesi terribili attentati con morti e feriti ed eravamo tutti preoccupati. Furono quattro anni molto pesanti con forti preoccupazioni anche per i miei genitori che non vedevano l’ora che il corso finisse.

Quando passai a Roma per il dottorato di ricerca le preoccupazioni diminuirono ma non i pericoli perché alla stazione Termini era tutto un brulicare di soggetti pericolosi: perfino all’interno della carrozze giravano brutti ceffi (intenti a vendere panini) che poi, per fortuna, a Ostiense scendevano. I controllori ci suggerivano di non assopirci per evitare d’essere derubati di tutto.

Per tutti questi motivi approfittavo della mia condizione di professore a tempo indeterminato (e di figlio di un ferroviere) che mi garantiva forti sconti, per prendere convogli più veloci e più sicuri.

Una volta presi perfino il “Settebello”, allora il treno dei vip, che mi scese direttamente a Pisa visto che saliva poi verso Torino. Era però troppo caro per la mie magre possibilità e non lo presi più.

Venne poi il “Pendolino” con tanti passeggeri che vomitavano alle prima inclinazioni della carrozza. Poi, in ultimo sperimentai anche l’alta velocità con i treni di ultima generazione oggi ormai obsoleti ma allora per perfettamente funzionanti.

In Russia infine – ero già parroco a Forte dei Marmi – ho percorso anche la tratta San Pietroburgo-Mosca in poco più di un paio di ore a una velocità folle: vedevamo la lancetta del tachimetro che sfiorava i trecento all’ora!

Insomma, andando in treno, non sono mai stato tranquillo!

Ecco quanto mi è tornato alla memoria leggendo del tragico incidente in Spagna… Non ci dimentichiamo di pregare per quelle povere vittime e auguriamoci almeno che non ci sia la mano assassina di un pazzo…

 

 

2061. IN CAMMINO – Benedizione degli animali

Quella di ieri è stata una Domenica con molti argomenti – tutti importanti – da sviluppare nell’omelia.

Era infatti la Domenica della Parola di Dio e a questa è stata data la precedenza sugli altri commentando la pagina del Vangelo e in particolare la frase di Giovanni Battista relativa a Gesù, Agnello mite e misericordioso, che con la sua dolorosa passione e morte redime l’umanità dalle sue cattiverie offrendo al contempo, con la sua Resurrezione, la garanzia della  nostra salvezza eterna.

C’è stato poi un pensiero sull’Unità delle varie confessioni cristiane – cattolici, ortodossi e protestanti – ormai inderogabile per fedeltà al Vangelo.

Infine la festa, con relativa benedizione degli animali, di Sant’Antonio abate.
Questa ha risentito dell’assenza del nostro caro e fidato collaboratore, Alessandro (più conosciuto come “il contadino”) che è stato colpito da un serio malore proprio alla vigilia della festa. Era lui infatti, da anni, con i suoi animali da fattoria, il “motore” della festa.
Pur nel dolore per la sua imprevista e improvvisa assenza abbiamo voluto ugualmente regalare ai piccoli, presenti in gran numero, e ai grandi, pure loro presenti alla varie celebrazioni del mattino e del pomeriggio, un momento di gioia accogliendo in chiesa e benedicendo gli animali da compagnia.

In questo servizio ci è stato di grande aiuto Lelio, il fotografo ufficiale, che ha scattato qualche foto della cerimonia.

Durante la celebrazione abbiamo pregato intensamente per la guarigione di Alessandro e di Silvia – la direttrice della Rivista e regista dei filmati – e ringraziato il Signore per altri amici pure loro presenti in chiesa per ringraziare il Signore e della guarigione o per lo scampato pericolo da brutti incidenti.

Adesso vedremo di concentrarci sulla Cresima dei nostri adolescenti e dei nostri giovani: mi piacerebbe che fosse presente alla cerimonia almeno una piccola rappresentanza dei vari gruppi parrocchiali.

Al riguardo invito gli interessanti a venire in anticipo per scegliersi la veste da altare onde evitare contrattempi e discussioni: io dovrò accogliere l’Arcivescovo visto che è la prima volta che viene al Forte…