351. IN CAMMINO – Il cammino sinodale

Domenica prossima, 17 Ottobre, in Cattedrale a Pisa, con inizio alle 17.00 l’Arcivescovo darà inizio ufficiale a quello che si chiama il CAMMINO SINODALE, un modo di procedere nella “conduzione” della Chiesa che comprenda l’impegno DI TUTTI, per TUTTI!

La Conferenza episcopale italiana, cioè i Vescovi d’Italia, ci ha trasmesso una lettera circolare da leggere in tutte le chiese al posto dell’Omelia. Dato però che la circolare è un po’ lunghina preferisco riportarne sul bollettino e sul blog le parti salienti in modo che sia immediatamente comprensibile da tutti.

____________________________________________

La lettera si apra con un appello: “DESIDERIAMO INCONTRARTI” rivolto a tutti i battezzati e non solo: “… tu che hai già incontrato il Signore della vita o che ancora sei in ricerca o nel dubbio”.

E continua dicendo: DESIDERIAMO CAMMINARE CON TE, nel mattino delle attese, nella luce del giorno e anche quando le ombre si allungano e rendono incerti i contorni”.

Questo cammino dovrà necessariamente “seguire IL PASSO DI GESU’ ascoltando la Sua Parola e le grida della terra e dei poveri” pur senza escludere nessuno visto che “in ogni persona c’è un tesoro da contemplare e custodire”.

Si tratta quindi di “rinunciare al SI E’ FATTO SEMPRE COSI” e praticare un cammino nuovo sintetizzato in queste poche parole: “ASCOLTARE E CONDIVIDERE PER PORTARE A TUTTI LA GIOIA DEL VANGELO”.

Potrebbe sembrare un’ utopia”, scrivono i Vescovi, ma “QUANDO LA FRATERNITÀ PRENDE IL SOPRAVVENTO SULL’EGOISMO INDIVIDUALEquesto cammino diventa realtà.

“ASCOLTIAMOCI QUINDI, PER INTESSERE RELAZIONI E RISCOPRIRE LE NOSTRE POSSIBILITÀ, ascoltiamoci a partire dalle nostre storie imparando a stimare talenti e carismi diversi, ricordando che lo scambio dei doni genera vita”.

____________________________________________

Adesso dovremo studiare insieme come mettere in pratica tutto questo. In linea teorica immagino che che siamo tutti d’accordo ma quando verrà il momento di prendere delle decisioni concrete su punti delicati quale sarà il metodo per giungere a una conclusione? Il metodo democratico per cui chi ha più numeri ha ragione o quello oligarchico che prevede il voto qualificato? E, ancora, a chi spetterà l’ultima parola? Al Papa, alle Conferenze episcopali, ai Consigli Pastorali delle varie diocesi, ai catechisti, ai praticanti, ai battezzati non praticanti…

Il catechismo ci viene incontro affermando che in tutti i battezzati opera lo Spirito Santo che spinge a evangelizzare per cui il Popolo di Dio, nel suo insieme, è “infallibile in credendoe cioè non si sbaglia quando crede anche se non trova le parole più giuste per esprimere la sua fede.

Ma questo sensus fidei o istinto della fede è dono dello Spirito Santo che aiuta a discernere ciò che viene realmente da Dio per cui la presenza dello Spirito andrà invocata da tutti i componenti, prima nell’assemblea e poi al momento di prendere le decisioni in modo che allo Spirito spetti davvero l’ultima parola!

350. IN CAMMINO – elogio della catechista

Sul CORRIERE di oggi leggo un trafiletto commovente che riguarda, pensate unpo’, una catechista!

L’articolo, a firma Emanuela Cavalici, è intitolato “Il sorriso sereno della catechista” e presenta Lucia Camiciottoli (13.7.1946 – 4.10.2021). Lo riporto per intero senza aggiunte o riduzioni perché è davvero bello così com’è stato scritto.

Vive nella memoria di Dio e la riflette nel cuore degli altri, Lucia. Con il Signore mantiene un rapporto costante.

Fede e fratellanza,  pazienza e perseveranza, amore e carità inondano il suo cuore e da lì si dipanano durante le ore dedicate al catechismo: bambini e adulti rapiti dalle sue parole pendono dalle sue labbra e ogni volta assistono a un incantesimo diverso; non sanno, non vogliono, eppure ne sono e restano ammaliati.

Quel che lei racconta è Dio, quel che lei fa è d’esempio, in parrocchia nelle vesti di catechista, a domicilio in quelle di ministra straordinaria della Comunione, ovunque la incontri disponibilità estrema e instancabile.

Contro le difficoltà e gli insuccessi mette in campo la speranza, la serenità, la buona volontà.

Anche il Banco Alimentare è altra occasione di incontro, fra chi aspetta una mano e chi elargisce prima un sorriso.

(La riproduzione è riservata ma spero non ci siano problemi a pubblicarla)