990. IN CAMMINO – Pardon

Un amico (per interposta persona… cioè amico di un amico!) trovatosi in grande imbarazzo per un episodio incredibile reagì con questa unica parola… “pardon”.

Era successo che, a causa di un dimagramento indotto dal dietologo, aveva perduto vari chili di peso e di conseguenza andava un po’ largo nei pantaloni. Aveva lasciato quindi la cintura a favore delle bretelle che gli consentivano, fra l’altro, maggiore libertà di movimento.

E’ risaputo le bretelle, dopo qualche mese di uso continuo, perdono qualcosa in aderenza: i gancetti perdono forza e tendono ad aprirsi nei momenti più impensati.

Così, avvicinatosi con galanteria a una signora per sostenerla nell’ accomodarsi al tavolo, a causa del cedimento improvviso dei gancetti delle bretelle era rimasto in boxer, color giallo limone a righine blu.

Con aplomb inglese si era scusato -pardon, madame – e si era tirato su i pntaloni come se niente fosse successo.

Qualcoasa di simile ( o forse peggio) stava per succedermi a me… all’altare!

Sono dimagrito una ventina di chili e quindi ho dovuto cambiare il guardaroba. Adesso indosso il 56 di pantaloni ma anche questa misura mi sta larghina. Per evitare di stringere troppo la cintura ho adottato le bretelle che però hanno cominciato a crearmi qualche inconveniente.

Così un giorno, all’altare e in piena celebrazione, hanno ceduto (per fortuna non tutti i gancetti insieme) creandomi un notevole disagio. Chissà cosa avranno pensato i fedeli presenti in chiesa osservando come stavo smanettando sotto il camice per tentare di stringere i gancetti!

Dopo molto e faticoso lavorio ci sono riuscito. Non sarebbe stato certo un bel vedere quello del parroco in mutande all’altare!

989. IN CAMMINO – Doccia scozzese

Ieri: “Don Piero, rinuncio alle ragioni del cuore… torno in famiglia!”

Oggi: “Don Piero, voglio vivere la mia vita (…) lascio la famiglia”

E poi mi dicono perché assumo tranquillanti! Vorrei vedere voi al mio posto! Ogni giorno è una battaglia. Non sapendo cosa scrivere vi riporto la preghiera che ho scritto per la veglia di Pentecoste celebrata in Duomo a Pisa nella serata di Sabato. L’hanno trovata interessante. Spero che oltre che interessante la troviate anche utile.

Vieni Santo Spirito

penetra la nostra mente e il nostro cuore

perché non ci limitiamo ad accogliere la Parola di Gesù ma riusciamo a viverla nella quotidianità.

Fai che il suo invito a vivere il perdono

non cada dimenticato ma potenziato dal tuo amore

si realizzi nella nostra vita e nella vita di tutte

le persone buone.

Nella nostra limitatezza non riusciamo a intravvedere

soluzioni al clima di odio e risentimento presente ovunque. Aiutaci a credere nella forza della preghiera.

Anche all’interno della Chiesa sono presenti divisioni e discordie che rendono ipocrita la nostra testimonianza. Confortaci con la tua presenza e guidaci a vivere la fraternità.

Abbiamo sperimentato più e più volte il tuo perdono

ma siamo incapaci di perdonare: purificaci e trasformaci in messaggeri di pace e di perdono.

Crediamo in Te o Signore, crediamo nella Tua parola,

e confidiamo nel tuo aiuto. Il tuo santo Spirito

ci sostenga nei momenti di incertezza e di paura.