Mi sono riletto una poesiola in romanesco di Trilussa… Sembra scritta a commento di quanto sta accadendo in questi giorni e invece risale a più di cento anni or sono.
Cosa scrive il poeta?
Una verità ovvia e cioè che i potenti, vada come vada, cadono “sempre” in piedi mentre i poveri/piccoli/deboli ci rimettono “sempre”!
L’avverbio di tempo (“sempre”) vale per i primi e per i secondi ma non nello stesso modo perché i primi pur dopo una disputa pesante tornano a sorbirsi un caffè insieme con tanto di sorrisi e pacche sulle spalle mentre gli altri possono sperare soltanto nell’omaggio dei fiori se … morti o nell’aiuto della Caritas se… rovinati (economicamente)!