1.124 – IN CAMMINO – Lando e Franco Pistelli

Domani, Martedì, alle 15.00, nella chiesa di san Lorenzo alle Corti verrà suffragato Lando Pistelli, Parente di famiglia per parte di mia madre. Io non sarò presente perché nello stesso giorno e nella stessa ora dovrò celebrare il funerale di Giacomo Tosi, da sempre amico e parrocchiano carissimo.

Per l’ennesima volta si ripete il copione di un doppio funerale: da una parte un parente e dall’altra un parrocchiano, entrambi a me strettamente legati da vincoli di amicizia e stima.

Ovviamente celebrerò il funerale di Giuliano perché noi sacerdoti siamo come i soldati: il dovere viene prima di tutto e di tutti, anche dei nostri famigliari.

Affido quindi a questa nota un ricordo del caro Lando che va fare compagna a suo fratello Franco e ai suoi genitori nella certezza che se anche non sarò presente fisicamente i famigliari capiranno che lo sarò spiritualmente come fu per il funerale di Franco.

Tornando a Lando lo avevo conosciuto fin dagli anni delle mia giovinezza. Era molto legato al nonno Tonino, alla nonna Sabatina che lo consideravano un figlio e a mia madre che lo sentiva fratello al posto del fratello di sangue Piero, prematuramente scomparso.

Anch’io quindi, fin da piccolo, lo avevo frequentato alla stregua di un familiare e come tale lo avevo considerato.

Avevo celebrato anche il suo matrimonio, a Ponsacco, e partecipato con gioia a quell’evento. Lo stesso era avvenuto per il matrimonio per la bimba di Franco. Tanti ricordi e tanti momenti felici, indimenticabili.

Poi, col mio trasferimento al Forte, i rapporti si erano allentati. Come ho già detto sopra noi preti siamo come i soldati… dove siamo destinati andiamo e questa lontananza ha fatto sì che si allentassero i rapporti ma non l’affetto rimasto inalterato.

Con Lando ci eravamo visti anche qui al Forte (dove lui aveva una abitazione) ma soprattutto a casa sua, alla Pieve per avere/dare un po’ di respiro al cuore…! Pur essendo un grande lavoratore aveva sempre trovato tempo per fermarsi a fare due parole con me.

Mesi or sono mi aveva chiesto di andare a visitarlo per comunicarmi certe sue intenzioni. Si sentiva vinto dall’anzianità e dalla malattia. Lo avevo consolato e invitato a mantenere rapporti cordiali con i suoi parenti più stretti evitando atteggiamenti intransigenti. E di questo, per correttezza, avevo dato comunicazione ai suoi cari.

Dato che domani non sarò presente lo ricorderò Domenica prossima alla Messa delle 10.00 pregando per lui, per il fratello e per i suoi genitori.

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