Domani, Martedì, alle 15.00, nella chiesa di san Lorenzo alle Corti verrà suffragato Lando Pistelli, Parente di famiglia per parte di mia madre. Io non sarò presente perché nello stesso giorno e nella stessa ora dovrò celebrare il funerale di Giacomo Tosi, da sempre amico e parrocchiano carissimo.
Per l’ennesima volta si ripete il copione di un doppio funerale: da una parte un parente e dall’altra un parrocchiano, entrambi a me strettamente legati da vincoli di amicizia e stima.
Ovviamente celebrerò il funerale di Giuliano perché noi sacerdoti siamo come i soldati: il dovere viene prima di tutto e di tutti, anche dei nostri famigliari.
Affido quindi a questa nota un ricordo del caro Lando che va fare compagna a suo fratello Franco e ai suoi genitori nella certezza che se anche non sarò presente fisicamente i famigliari capiranno che lo sarò spiritualmente come fu per il funerale di Franco.
Tornando a Lando lo avevo conosciuto fin dagli anni delle mia giovinezza. Era molto legato al nonno Tonino, alla nonna Sabatina che lo consideravano un figlio e a mia madre che lo sentiva fratello al posto del fratello di sangue Piero, prematuramente scomparso.
Anch’io quindi, fin da piccolo, lo avevo frequentato alla stregua di un familiare e come tale lo avevo considerato.
Avevo celebrato anche il suo matrimonio, a Ponsacco, e partecipato con gioia a quell’evento. Lo stesso era avvenuto per il matrimonio per la bimba di Franco. Tanti ricordi e tanti momenti felici, indimenticabili.
Poi, col mio trasferimento al Forte, i rapporti si erano allentati. Come ho già detto sopra noi preti siamo come i soldati… dove siamo destinati andiamo e questa lontananza ha fatto sì che si allentassero i rapporti ma non l’affetto rimasto inalterato.
Con Lando ci eravamo visti anche qui al Forte (dove lui aveva una abitazione) ma soprattutto a casa sua, alla Pieve per avere/dare un po’ di respiro al cuore…! Pur essendo un grande lavoratore aveva sempre trovato tempo per fermarsi a fare due parole con me.
Mesi or sono mi aveva chiesto di andare a visitarlo per comunicarmi certe sue intenzioni. Si sentiva vinto dall’anzianità e dalla malattia. Lo avevo consolato e invitato a mantenere rapporti cordiali con i suoi parenti più stretti evitando atteggiamenti intransigenti. E di questo, per correttezza, avevo dato comunicazione ai suoi cari.
Dato che domani non sarò presente lo ricorderò Domenica prossima alla Messa delle 10.00 pregando per lui, per il fratello e per i suoi genitori.