1.338 – IN CAMMINO – Prima Confessione

Questa sera, con inizio alle 19.00 circa, i bambini di terza elementare celebreranno la loro prima confessione. Sono emozionatissimi e felici… al contrario di noi grandi che invece viviamo il Sacramento con paura.

Sì. Avete capito bene: con paura perché temiamo il giudizio del confessore che pure è una persona come noi e che, quindi, ha i nostri stessi peccati (se no n altro di pensiero) da confessare.

Come si spiega questa mutazione: da piccoli siamo felici… da grandi siamo impauriti! Evidentemente perché il rispetto umano – vedi quanto ho scritto sopra – ci condiziona al punto da preferire restare in peccato piuttosto che confessarci.

I peccati che ci condizionano sono quelli più comuni e quindi quelli che riguardano la sfera sessuale. Anche perché nel passato il confessore, arcigno, aggiungeva: ” dove, come,  quante volte, con chi,  perché ecc… tutte domande che ci mettevano in crisi al punto da sentire il sacramento come una specie di gogna psicologica.

Tutti, donne e uomini, preti compresi!

Non che adesso la confessione non riguardi più certi peccati. Solo che si conoscono meglio certi aspetti della biologia, della psicologia e dell’antropologia che suggeriscono di sfumare in qualche modo la dizione per non mettere in difficoltà sia il penitente che il confessore.

Quindi, per essere ancora più chiari, per “peccati della carne” si intendono tutti i peccati sessuali, da soli e in compagnia.

Volendo si può aggiungere “al riguardo ho coinvolto un’altra persona” oppure “al riguardo non sono stato un buon marito/una buona moglie/un buon sacerdote/un buon catechista/un buon cristiano ecc.”  intendendo che questi peccati della carne non si sono limitati a un momento di piacere in solitudine ma hanno coinvolto un’altra persona.

Non si tratta di essere ipocriti/falsi ma semplicemente di confessare il peccato evitandoci il rischio dell’esaurimento nervoso o dell’ansia patologica.

Se il confessore insistesse su certi particolari sarà sufficiente dire: “la prego non mi metta in difficoltà… sono un povero peccatore, lo so bene ma avverto un certo disagio nel proseguire su questo argomento”.

Apri le tue braccia, corri incontro al Padre, oggi la sua casa sarà in festa per te! Questo è il canto dei bimbi di prima Confessione… proviamo se non proprio a cantarlo almeno a recitarlo anche noi grandi quando andiamo a confessarci.

Ora vado dai frati a confessarmi dei miei peccatucci in modo da dare l’esempio ai bimbi e ai genitori.

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