È stato davvero un bel momento, emozionante dal punto di vista umano e commovente da quello spirituale.
Osservando i volti dei presenti sono riandato col pensiero ai loro familiari, parenti e amici che ho funerato negli anni mantenendone un ricordo indelebile. Ho pensato a Madre Luigina, a don Clemente e a tanti altri cari amici…
Ho pensato anche agli anziani, viventi, che per motivi di salute non sono potuti uscire di casa ma che, immagino, mantengono un fortissimo attaccamento alla Madonna della Caranna, la loro Madonnina di quando erano piccoli…
Ho pensato agli ammalati che sono combattuti fra il chiamarmi e il nascondersi… per non farsi vedere sfigurati dalla malattia.
Non è stato un bel momento soltanto dal punto di vista dei ricordi: la devozione era davvero palpabile come pure il raccoglimento spirituale.
Insomma una bella manifestazione per di più organizzata alla perfezione.
Nel corso del giretto in corteo abbiamo recitato il Rosario riflettendo su alcuni momenti della storia della Caranna: i tempi della palude con gli uomini e le donne morivano per la malaria; quello del duro lavoro sulla montagna e in mare; il tempo delle migrazioni in Australia e nell’America del sud; quello della realizzazione della piccola chiesa e poi della grande; il tempo che stiamo vivendo fatto di scontri politici ma anche di tanta solidarietà ecc.
Dei “misteri” un po’ strani, lo riconosco ma in tono con la manifestazione mariana perché la devozione alla Madonna ha accompagnato gli uomini e le donne dalla Caranna in tutte queste vicende.
Mi giungono da ogni parte del mondo lettere e testimonianza straordinarie di quei tempi passati in cui c’era tanta povertà ma anche tanta solidarietà e fede.
Perfino quelli che lasciarono la famiglia continuano a chiedere informazioni sulla devozione all’Addolorata e mi chiedo di accenderle “un Kandelo” (scrivono così…!)