1.389 – IN CAMMINO – Incubo notturno

Sono costretto a riposare con i dei tappi di cotone negli orecchi. Non posso mettere quelli della farmacia perché rischio di non sentire la sveglia e di lasciare la chiesa chiusa.

Con quelli di cotone sento e non sento perchè i rumori mi pervengono molto attutiti e dunque qualcosa fanno.

La mia camera dà su Via Trento che da una certa ora in poi diventa un incubo fra le auto modificate e i motorini smarmittati che fanno a gara a rincorrersi.

A notte fonda diventa poi luogo abituale di incontro fra giovanissimi che si accomodano sui gradini dell’abitazione e parlano/gridano/fumano e chissà cos’altro…

Stanotte ho avuto un incubo. Sentivo un vociare strano a volte sommesso a volte forte a volte ancora sguaiato. Avendo percorso per lunghi anni la tratta Pisa – Roma per gli studenti del Liceo ho pensato per un attimo d’essere in treno con una classe un po’ esuberante e invece ero nel letto, madido di sudore, rintontito dai tranquillanti perché non mi sento per niente bene.

Era in gruppo di una decina di giovanissimi che, accomodati sugli scalini di casa, cianciavano del più e del meno incuranti del riposo altrui!

Ho cercato di mantenere la calma e li ho pregati di togliersi di torno con parole un po’ forti. Se ne sono andati, qualcuno protagonista in negativo o meglio sfacciato… brontolando che a Forte dei Marmi non si può nemmeno “smadonnare” in pace. Insomma mi hanno rovinato la nottata.

Stamattina davanti alla porta c’erano numerose “cicche”. Non erano spinelli o simili, per fortuna. Ma comunque al vederle mi sono sentito davvero triste.

Dovrò mettere anch’io un vigilante come nelle ville di Roma Imperiale?

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