Ugolino di Brunforte, frate francescano delle Marche, scrisse in lingua latina un libretto con alcuni aneddoti/racconti curiosi relativi alla vita e ai miracoli di san Francesco e dei suoi primi confratelli.
Il volumetto venne poi tradotto in lingua italiana (medievale) nel 1300 e dato alle stampe nello stesso periodo.
Ricordo d’averlo letto nell’estate del 1970, allo stabilimento balneare Tritone di Marina di Pisa in compagnia di Adriano (poi don Adriano Valleggi) e di Paolo (poi S.Ecc. Mons. Giovanni Paolo Benotto).
Mi incuriosirono soprattutto i racconti aventi come protagonisti gli animali: gli uccellini, il lupo ecc. e la natura: il bosco, l’acqua, il fuoco…
Stamattina mi è parso di tornare a quei tempi indimenticabili incontrando un San Francesco (in gonnella) con ben tre cagnolini al seguito.
Di questi uno, VITO, in carrozzella perché ormai molto anziano e due MARTINA e SOFIA, al guinzaglio, a fargli compagnia.
Mi sono fermato un attimo a parlare con la padrona e a osservare le bestiole e mi è sembrato di tornare, come già scritto sopra, ai tempi di San Francesco che, senza dimenticare gli uomini e le donne – in particolare i poveri e gli ammalati – aveva molto a cuore anche gli animali e la natura…
Ci siamo messi a parlare: io dei miei cani, Bubi e Carlotta ormai defunti, e Lola viva e vegeta e mia fedele compagna d’affezione in questi anni d’anzianità e lei, la signora, dei suoi tra cagnolini: una conversazione breve ma molto affettuosa.
Le ho promesso di scrivere qualcosa sull’argomento e così ho fatto appena rientrato in canonica.
Impariamo ad amare, come san Francesco, tutte le creature animate e inanimate riconoscendo in esse un dono speciale del Signore.