La chiesa estiva ci consente, fra celebrazioni ordinarie e straordinarie (matrimoni), di avvicinare moltissime persone e di questo dobbiamo ringraziare il Signore, i benefattori che ci hanno donato il terreno e i nostri predecessori, primo fra tutti don Janni e poi don Clemente e i tanti “cappellani” che nel frattempo si sono succeduti.
Una menzione speciale va riservata ai collaboratori che con tanto, tanto sacrificio lavorano per mantenerla godibile per tutti noi: senza il loro aiuto resterebbe chiusa!
Stamattina, di buon’ora, ero già sul posto per rassettare la sacrestia, preparare il necessario per le celebrazioni ormai imminenti… e per verificare lo stato del giardino.
Purtroppo una pianta, sembra un pioppo anche se è tutto avvolto dall’edera che ne impedisce la classificazione precisa, si è inclinata di molto verso l’abitazione retrostante… Bisognerebbe abbatterla e qui nasce il problema perché essendo la pianta ubicata sull’argine del fosso non possiamo intervenire perché l’argine è gestito dalla “bonifica”.
Lo scorso anno, se ricordate, siamo stati invitati a retrocedere di due/tre metri dal fosso e a impiantare la rete metallica di confine lasciando uno spazio operativo ai dipendenti della predetta bonifica in previsione dell’abbattimento di alcune piante e della pulitura del fosso dalle infestanti.
Cosa fare? Ovviamente avvisare con urgenza i responsabili della bonifica e lo faremo in giornata… Ma la bonifica interverrà? E quando interverrà?
Potremmo intervenire noi… sì, di notte e col rischio d’essere denunciati penalmente.
Tutto questo per dirvi quali e quanti problemi ci crea la chiesa di Roma imperiale… e quanto impegno richiede ai collaboratori che, di prima mattina pure loro erano sul posto per verificare la situazione.