Oggi, festa di San Giovanni, vogliamo affidare al Signore i nostri piccoli perché crescano sani, buoni e possibilmente anche amici di Gesù come lo fu Giovanni.
Per lui fu più facile perché era cugino di Gesù… per noi è un po’ più complicato ma sono certissimo che con l’intercessione di San Giovanni non si perderanno mai… per strada (mi riferisco alla loro vita…).
Il motivo che mi spinse ormai molti anni indietro ad affidare i nostri piccoli a San Giovanni Battista sta in una mezza frase che si legge nel passo di Vangelo proposto proprio oggi dalla liturgia.
Dice dunque il Vangelo che proprio nell’imminenza della nascita del bambino il papà Zaccaria ebbe una visione che però lo lasciò muto…
Ovviamente, essendo muto, non riusciva a spiegare cosa gli fosse successo però quando nacque il piccolo si impose e scrisse su una tavoletta cerata che il bimbo avrebbe dovuto chiamarsi Giovanni (Yeho – il Signore – Kanan – misericordia) visto che lui e la moglie Elisabetta lo avevano avuto come “dono” della misericordia/bontà del Signore.
E ribadì quanto aveva scritto nel momento in cui – poco dopo – recuperò la parola.
Al che i presenti, considerato il doppio miracolo cui avevano assistito, cominciarono a chiedersi che destino avrebbe potuto avere il bambino: “E tutti i presenti si chiedevano: che sarà mai di questo bambino?”
Lo stesso lo penso spesso anch’io riguardo ai nostri bambini: quale sarà la loro vita? Cosa faranno da grandi? Resteranno buoni e fedeli al Signore o si perderanno? Diventeranno dei personaggi o resteranno nell’ombra? Avranno una vita felice o saranno infelici?
Oggi dunque nel chiederci quale vita potranno avere i nostri ragazzi vogliamo affidarli al Signore tramite l’intercessione di San Giovanni.