
Mi scrivono per avere ulteriori informazioni e sono ben lieto di rispondere e di chiarire. Nei giorni addietro non perché ero agitatissimo e nervoso per quello che giudicavo ingiusto. Stamani sono più tranquillo. Riconosco che anche la “bonifica” possa avere le sue ragioni. Ma soltanto “de jure” ma non “de facto”…
E mi spiego.
Tempo indietro la “bonifica” mi contestò l’accesso libero al fosso di confine: Avrebbe dovuto essere ben distinto – tramite una “rete di recinzione” – il terreno agibile dai fedeli da quello agibile dai dipendenti della bonifica per la pulizia dell’argine.
Ovviamente ci siamo subito attivati riconoscendo in questo direttiva una indicazione giusta. Però i manutentori della bonifica non si sono mai presentati e così siamo rimasti esclusi dal controllo sugli alberi tanto più che ci avevano fatto presente che questo spettava esclusivamente a loro.
E così quando un albero gigantesco a cominciato a inclinarci pericolosamente non ce ne siamo accorti perché era nella parte recintata a controllo esclusivo degli operatori della bonifica.
Quando ce ne siamo accorti abbiamo subito chiesto il loro intervento che però ci è stato negato in quanto il tronco dell’albero era sulla nostra proprietà. Gli abbiamo fatto notare che le radici erano nel fosso e l’albero aveva ceduto proprio perché il fosso (che dalla nostra parte non è cementato come vuole la legge) le aveva scalzate completamente. Niente da fare!
Quindi sono intervenuti i miei legali, il Comune, i vigili del fuoco, i miei giardinieri che a tempo di record mi hanno risolto il problema… Non ci fossero stati loro la chiesa sarebbe stata chiusa e così le abitazioni circostanti…
DATE UN’ OCCHIATA ALLE FOTO PER RENDERVI CONTO DEL LAVORO…


Quanto ai costi dell’operazione… vedremo in seguito. In tanti sono fatti avanti per contribuire alle spese e proprio per loro riporto l’IBAN della Parrocchia:
IT 51 U 06230 70150 0000 3036 7729
Mi vergogno un pochino ma da solo non ce la faccio.
