Questi ultimi giorni sono stati per me giorni di passione. Ormai mi conoscete bene: sono molto emotivo e quindi certe sofferenze, anche se non mi riguardavano personalmente, mi hanno coinvolgono pesantemente lasciandomi sgomento.
Stamani sono più tranquillo. Ho deciso di non andare al convegno organizzato dalla Fondazione Casa Card. Maffi e di starmene a casa per pensare un po’ al catechismo e agli altri appuntamenti parrocchiali di inizio d’anno pastorale
Ieri ho partecipato alla riunione dei vicari e dei presbiteri con l’Arcivescovo e vorrei comunicarvi le mie impressioni.
Intanto ho osservato che Mons. Cannistrà è un uomo molto disponibile e aperto alla discussione. Su certi aspetti (burocratici/tecnici) inerenti la conduzione della Diocesi ha qualche incertezza dato che è Vescovo di Pisa da appena qualche mese ma su altri è convintissimo…
Fra queste convinzioni la principale è che il servizio sacerdotale/episcopale “è possibile ed efficace solo quando si è parte di una comunità, si vive in comunione con essa , se ne condividono le gioie e i dolori, le fatiche e le speranze”.
Per questo motivo intende circondarsi di alcuni vicari episcopali da incontrare il più spesso possibile per farne una sorta di comunità decisionale. Con questo non credo voglia rinunciare ai vari “Consigli” già presenti e previsti dal Codice. Proverà a integrarli… staremo a vedere.
Poi intende seguire il programma di Papa Leone riassunto in poche, essenziali parole: “Dobbiamo cercare, insieme, come essere una Chiesa missionaria”. E anche questo messaggio è chiarissimo anche se non facile da perseguire.
Io, come mia abitudine, ho ascoltato in silenzio riservandomi in un secondo momento di far presente una mia convinzione e cioè la centralità di Gesù Cristo quale che sia il percorso pastorale prescelto.