Resto ancora una volta sul pellegrinaggio al santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo ecc. In molti mi chiedono notizie sul personaggio e sui momenti salienti del pellegrinaggio e anche a me fa piacere scrivere sull’argomento… quindi anche oggi vi intratterrò sul tema.
Già vi ho scritto delle lacrime del padre francescano che celebrava Messa Lunedì 6 spiegandovi che la Messa va vissuta anche col cuore oltre che con la mente.
Poi vi ho scritto degli angeli custodi e della nostra visita al santuario di san Michele Arcangelo con tutto quello che ne è seguito… il vento terribile, la pericolosità delle sfide al demonio, degli esorcismi fai/da/te ecc.
Oggi vi scrivo della Via Crucis sulla montagna e del Rosario nel santuario di Loreto.
Il commento alla via Crucis è stato un po’ “lunghìno” tanto che un gruppo di pellegrini ci è passato avanti costringendoci a fermarci. Questo perché il nostro era un commento di famiglia, come si suol dire, cioè un commento agganciato ai nostri problemi di tutti i giorni.
I momenti più sentìti della Via Crucis sono stati due: il primo quando siamo passati a pochi metri dalle finestre dell’ospedale. Non siamo riusciti a scorgere i ricoverati ma il pensiero che anche a noi potrebbe presto o tardi fare la stessa dolorosa esperienza ci ha fatto riflettere e riflettere molto!
Il secondo alla fine della Via Crucis in cima alla collina: i 25 metri fra l’ultima stazione (la sepoltura di Gesù) e la conclusione (la risurrezione) sono quelli che impediscono a tanti nostri amici di fare il passo definitivo verso la fede. Per questo li abbiamo pensati e li abbiamo raccomandati alla bontà del Signore che li aiuti a credere.
A Loreto, con pochissimi presenti sia nella chiesetta di Nazareth che nella maestoso Santuario abbiamo pregato con fede per la pace e per tutte le altre nostre intenzioni ricordando quelle che diceva Padre Pio ai suoi figli spirituali e cioè che il Rosario è lo spiedo (la spada) per difenderci dal demonio e la torcia per non smarrirci nel buio dei problemi.