Leggo sul giornale una frase incredibile… “è l’unica cosa che so fare” detta da un adolescente ai carabinieri che gli contestavano il reato di spaccio di droga!
Ma come è possibile che un ragazzo appena adolescente abbia soltanto due traguardi: il carcere o la morte. La droga con l’aggravante dello spaccio infatti non lascia altre strade se non queste!
Mi è venuto spontaneo pensare ai nostri ragazzi: amati, seguiti in tutto dai genitori/professori/catechisti, corretti, educati ecc. e altri invece abbandonati a se stessi.
Com’è possibile?
Oggi non posso scrivere più di tanto perché mi aspettano a Seravezza per l’incontro con i confratelli (e sono già in ritardo) però faccio in tempo a invitarvi a una preghiera speciale per questi poveri ragazzi…
Non li conosciamo, è vero ma almeno stamani immaginiamo che siano nostri, sì, figli nostri!