È sì, siamo proprio a 29 anni dal mio ingresso come parroco a Forte dei Marmi. Era il 28 Novembre 1996, fuori piovigginava e anche in chiesa c’era un’aria mesta, tante lacrime, quelle dei miei vecchi parrocchiani e qualche sospiro, il mio, perché avevo cercato di resistere alla scelta del Vescovo (tanto più che c’era una lista notevole di pretendenti al posto…) fino a che non mi venne imposto.
Venni un po’ smarrito ma trovai subito ottimi collaboratori (purtroppo a oggi quasi tutti scomparsi) che mi aiutarono a inserirmi nel contesto cittadino e parrocchiale.
Mi diedi subito a da fare col mio solito entusiasmo e devo riconoscere che, con l’aiuto del Signore, delle Suore, dei catechisti, dei vincenziani, dei coristi, delle varie associazioni cittadine, delle amministrazioni comunali che frattempo si sono succedute, ecc. riuscii da subito a ottenere dei buoni risultati sia con i piccoli che con i grandi. Poi i tempi sono cambiati e pur essendo immutato il mio impegno, di risultati se ne vedono assai meno..
Stamattina ho ricevuto una letterina da un amico in cui leggo che la mia presenza “è un faro, una luce … che il mio saluto è pieno di energia cristiana e di umanità… talvolta non corrisposta…”
Su quest’ultimo punto non sono d’accordo perché riconosco che, soprattutto a livello di esempio, è stato più quello che ho ricevuto di quello che ho dato… anche da parte di chi non viene mai in chiesa o è brontolone e aggressivo ma sotto sotto compie tante opere buone, sopporta con dignità le malattie e i disagi, si sacrifica per gli altri, ama il paese ecc.
Non so quanto ancora vivrò ma quanto ho scritto sopra consideratelo fin da ora il mio testamento.