2036. IN CAMMINO – Clemente Rebora

Sono in ritardo mostruoso… A giustificazione faccio presente che stamattina ho partecipato all’incontro di Natale con Mons. Arcivescovo e nel pomeriggio ho celebrato il funerale di Mauro … per cui anche volendo non avrei avuto la possibilità materiale di mettermi al computer.

Adesso che ho finito mi sono messo una coperta addosso perché mi è preso freddo ed eccomi qui al mio appuntamento personale con voi carissimi amici che mi fate tanta compagnia anche se non vi vedo…

Non vi vedo ma vi sento… avverto infatti il calore che emana dalle vostre mail (telefonate soprattutto) con le quali mi invitate a scrivere…

Dunque stamani l’Arcivescovo ha commentato, insieme con un brano biblico, una bella poesia di Clemente Rebora: era un “rosminiano” cioè un consacrato nell’Ordine di Antonio Rosmini, un sacerdote insomma… In precedenza però aveva esercitato la professione di insegnante di Lettere al Liceo e aveva composto liriche struggenti guadagnandosi il titolo di poeta.

Appena adolescente avevo scovato alcuni suoi libri (insieme ad alcuni di Rosmini e Gioberti entrambi inquisiti e condannati dal Sant’Uffizio) nella soffitta della mia casa,  e mi erano piaciuti: non sapevo come fossero finiti lì… mi dissero soltanto che il nonno Tonino – che aveva combattuto la prima guerra mondiale – era un suo estimatore!

Poi crescendo, ormai iscritto al corso propedeutico alla Teologia, lo avevo ritrovato grazia a una monografia su una rivista specializzata. Infine lo avevo letto e riletto grazie a una rivistina dei Rosminiani che giungeva (e forse giunge ancora) alle nostre Madri Canossiane. Avevo anche scorso la tesi dottorale di N.N., giovanissimo e coltissimo sacerdote, sulla mistica di Rosmini dove compariva qualche spunto sul poeta.

(Fra parentesi N.N. ha lasciato il sacerdozio e insegna in una Università statale: per me è stata una forte sofferenza perché sia lui che il suo Vescovo – col quale si era scontrato duramente – erano e sono miei carissimi amici)

Ho letto dunque la poesia con grande interesse, soprattutto l’ultima strofa che dice: ” verrà a farmi certo del suo e mio tesoro, verrà come ristoro delle mie e sue pene verrà, forse già viene il suo bisbiglio”.

Corro in chiesa che c’è l’Adorazione settimanale.

 

 

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