Anche noi sacerdoti, come i professionisti e gli insegnanti, abbiamo l’obbligo dell’aggiornamento annuale.
Queta mattina dunque ci siamo riuniti a Pisa, in Seminario, per la lezione del prof. don Toniolo sulle prospettive della Chiesa in Italia.
Se dal punto di vista numerico sono fosche (carenza dei ministri ordinati) da quello di vista qualitativo sono buone perché sono sempre di più coloro che desiderano impegnarsi – anche da semplici laici – nella conduzione della vita parrocchiale.
È un fatto, ad esempio, che l’annuncio della Parola di Dio è affidato a laici; così pure il ministero della comunione, quello della carità, quello del canto liturgico, quello del servizio all’altare, quello dell’insegnamento catechistico, quello della cura della chiesa, quello dell’amministrazione…
Anche nella nostra parrocchia non possiamo lamentarci: abbiamo laici (uomini e donne) e laiche competenti e generosi che aiutano noi consacrati (sacerdoti e suore) a portare avanti l’annuncio cristiano.
Penso che il segreto stia nella piena sintonia con il Signore: è Lui e Lui solo che suscita vocazioni – che di questo si tratta – al servizio pastorale parrocchiale.
Auguriamoci che siano sempre di più le persone disposte a salire all’altare o comunque a esporsi in prima persona, senza timore d’apparire.