… albero.
Immagino che siate incuriositi da questo titolo stranissimo… Si avverte compassione per le persone, per gli animali… ma dobbiamo avvertire compassione anche per le piante? Non sarà un’assurdità?
Pensate pure come vi pare… ma io sento compassione anche per le piante e addirittura per le realtà inanimate come ad esempio l’acqua (inquinata), le montagne (distrutte), il terreno (violentato da uno sfruttamento scriteriato).
In questi giorni, tornando dalla camera mortuaria del Versilia, mi si è fermato lo sguardo sul un povero albero che è stato capitozzato crudelmente. Non mi intendo di potature e quindi ignoro il motivo di tanto scempio … può anche darsi che sia stato fatto per curare la pianta… non lo so.
Però mi è tornato alla memoria un episodio analogo di quando ero parroco in altra sede. Gli alberi maestosi chi ornavano la piazza- erano platani secolari con fronde altissime- vennero potati in modo radicale lasciando soltanto del monconi. Al dire di chi aveva operato la potatura la “cura” avrebbe dovuto rinvigorirli… Il risultato fu invece la morte dei poveri alberi: uno dopo l’altro seccarono tanto che fu necessario abbatterli.
Così vedendo quell’albero ridotto a un fusto scheletrito ho ripensato a quell’episodio che mi amareggiò tantissimo. Spero di sbagliarmi e di rivederlo entro un po’ di tempo ornato di fronde…anche se – come intuite dal titolo della presente nota – ho i miei dubbi.