2082. IN CAMMINO – Coriandoli

Oggi, per la gioia delle nostre mascherine, splende il sole… e anche noi siamo felici perché dopo tanta acqua avevamo davvero bisogno di un po’ di sole.

Tutte le maschere sono belle. Alcune spettacolari come quelle del carnevale di Venezia: sanno d’antico e forse è proprio questo che le rende bellissime. Ma anche quelle fatte in casa sono ugualmente graziose.

Fra le foto delle elementari (che conservo con cura) c’è quella che mi vede “Cinesino” con tanto di occhi allungati e cappellino di paglia in testa, quella vestito da Zorro con spada di plastica, mantello nero e cappello piumato e quella da boss con fazzoletto al collo e pistola ad acqua.

Poi ne ho altre ma risalgono agli anni in cui, già sacerdote, animavo i piccoli indossando pesanti mascheroni e andando avanti e indietro per le strade dell’Oltrera.

Se da piccolo mi divertivo molto, da grande invece mi stancavo e ne soffrivo perché ero costretto a subire gli scherzi dei buontemponi che non sapevano fare di meglio se non riempirmi di coriandoli e di farina: ovviamente non sapevano che dentro il mascherone c’ero io e quindi ero oggetto di ogni tipo di scherzo.

E va bene. Ormai sono passati sia gli anni della fanciullezza sia quelli della giovinezza. Non li rimpiango ma qualche annetto me lo toglierei volentieri.

Anche voi?

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