833. IN CAMMINO – La strage…

All’alba dello Shabbat Sukkot, la festa delle capanne, una festa solenne per gli ebrei, una frangia di terroristi di Hamas ha violato i confini con lo Stato di Israele e hanno colpito a tradimento molti civili, fra questi numerosi giovani pacifisti che si erano raccolti nel deserto per una festa laica.

Oltre l’invito alla preghiera alcune parole di commento a questo tragico avvenimento riferendomi soprattutto ad alcuni articoli di giornale (più che altro flash d’agenzia) che giudicano quanto avvenuto una sorta di “punizione” di Dio…

La condanna internazionale è stata unanime (a parte alcuni stati islamici) per la ferocia dimostrata dai terroristi ma soprattutto per il tempismo.

La festa delle capanne ricorda il lungo cammino degli Ebrei nel deserto verso la terra promessa: vivevano sotto le tende o sotto le capanne di frasche. Per questo la festa anche oggi comprende, oltre preghiere aggiuntive, la realizzazione di una piccola capanna (come facciamo noi con l’alberello del Natale) nel giardino di casa o sul balcone.

Anche in Israele però l’ateismo avanza per cui – a detta di amici ebrei – si pensa alla capannella ma non alla frequentazione della sinagoga e alla lettura della Torah particolarmente significativa in questo giorno solenne. Prova ne è il fatto che i giovani erano raccolti nel deserto per un “rave party” musicale e non per un memoriale religioso. Erano ragazzi amanti della libertà, pacifisti convinti, che mai avrebbero sospettato che sarebbero stati presi di mira proprio perché pacifisti e quindi privi di armi di difesa.

Da questo a dire che meritavano la punizione di Dio ce ne corre e non mi sembra nemmeno il caso di prenderlo in considerazione.

La loro morte (e il loro rapimento con probabili vessazioni ecc.) scatenerà senz’altro una pesante vendetta che andrà a colpire quella parte di popolazione palestinese che ormai conviveva in tranquillità con gli ebrei e quindi chissà cosa succederà.

E probabilmente renderà ancora più difficili i rapporti dei “coloni” anche con i cristiani visti, a torto, dissacratori della tradizione ebraica. Speriamo bene.

Io intanto, proprio ieri sera, mi sono messo in contatto con alcuni ebrei amici, per le condoglianze. L’ho fatto a nome del paese e mio personale. Con questa breve nota vi partecipo il loro ringraziamento.

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