Ogni volta che andiamo in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo non dimentichiamo mai di salire al caratteristico santuario di San Michele Arcangelo sito sulla montagna garganica.
Il santuario è famosissimo: nell’antichità i crociati che partivano per liberare la Terra Santa facevano tappa obbligata il quel luogo come attestano i graffiti sulle pareti della grotta. Anche San Francesco, secondo la tradizione, si fermò in quel luogo a pregare prima di imbarcarsi per Damietta…
Noi ci andiamo – come ordinava padre Pio ai suoi devoti – per chiedere all’Arcangelo di difenderci dal Maligno risparmiandoci le tentazioni più virulente.
Lo facciamo rivolgendo a San Michele insieme quella Supplica (o Esorcismo) composta di getto da Leone XIII nel 1884 per difendere la Chiesa e i cristiani dalle insidie del Demonio. Papa Leone aveva avuto una sorta di visione che lo aveva spaventato e aveva suggerito a tutti i cristiani di recitare questa preghiera al termine di ogni Messa.
Oggi non è più “di moda” ma non sarebbe male ogni tanto riprenderla visti i tanti disastri che affliggono l’umanità.