“Sento” molto questa festa anche perché l’ho immessa io stesso nel calendario delle feste parrocchiali profittando della collaborazione del nostro carissimo concittadino Mons. Fontana, all’epoca Arcivescovo di Spoleto-Norcia-Cascia che ci offrì in dono una reliquia autentica della Santa.
In questi ultimi anni, costretti prima dall’epidemia e poi da altri contrattempi non l’abbiamo pubblicizzata a dovere con i manifesti ecc. ma la devozione è rimasta stabile, per fortuna.
Le rose sono aumentate di prezzo ma non importa. Anche nel caso ci fosse una rimessa non andrà a svantaggio della San Vincenzo ma della Chiesa. L’importante è che siano rose “belle” e “profumate” in modo da portare un po’ di gioia nelle famiglie. Quelle del giardino lato mare (sono un po’ spampanate) sono riservate alle ragazze del Liceo .
A proposito delle ragazze… sono stato al Liceo per alcune lezioni speciali sul tema dell’indulgenza e ho trovato ragazzi/ragazze interessati e professori molto competenti. Penso si sia sparsa voce anche fra loro che da sempre mi batto perché la nostra scuola venga conosciuta e apprezzata. Non ha un grande numero di iscritti ma è una scuola di livello!
Uscendo da scuola mi sono imbattuto in alcune professoresse (e un professore) che mi hanno chiesto di lasciare aperta la chiesa per qualche ora in più rispetto al consueto… per dare loro la possibilità di fare un salto. Anche questo è un segno di quanto sia radicata ormai nel territorio la devozione a questa grande Santa.