Il Mercoledì, giorno del mercato, la chiesa resta chiusa. Il motivo lo conoscete… non credo ci sia bisogno di aggiungere qualcosa a quanto già spiegato a suo tempo con dovizia di particolari.
Vivo questa chiusura della chiesa come una sconfitta!
Quella dell’Adorazione Eucaristica nel giorno del mercato era stata la mia prima iniziativa pastorale fin dal mio ingresso in parrocchia quasi trent’anni or sono. Negli anni aveva conosciuto alti e bassi ma non erano mai mancate le presenze sia di parrocchiani e che di ospiti occasionali e con le presenze anche le confessioni, i colloqui e tante altre belle realtà. Tutto questo poi è finito per colpa di ignobili mestieranti dell’elemosina che si sono letteralmente accaniti con i presenti in chiesa (e con il sottoscritto).
Fra coloro che venivano a pregare non c’erano soltanto parrocchiani o ospiti di passaggio ma anche alcuni africani venditori a domicilio di piccoli oggetti. Quasi tutti nigeriani, cattolici, ma anche cristiani di altre confessioni cristiane.
Quando, stamani, mi son sentito dire da uno di questi ragazzi (vi spiace se passo alla forma diretta?):
“Padre, quando pensi di riaprire la chiesa? Venivo ogni mercoledì a pregare per i miei cari lontani… e anche per te!”
ho avvertito un certo qual senso di colpa. Gli ho spiegato il motivo… la mia difficoltà nel gestire queste presenze fastidiose e tante altre cose…
Ha scosso la testa e se ne è andato deluso non prima però di aver mormorato:
“Il Signore ti benedica”.