I giornali e quindi i giornalisti c’erano già al tempo degli antichi romani.
Scrivevano delle note – dette appunto acta diurna – a proposito delle spedizioni militari, degli spettacoli circensi, delle scappatelle delle donne più in vista (degli uomini no… chissà perché), del prezzo degli schiavi, dei bagordi notturni dei giovani ecc.
Anche le mie note quotidiane assomigliano molto a quelle antiche relazioni giornalistiche anche se mi limito – fatta salva qualche eccezione – a scrivere in lingua italiana – “de rebus fidei et morum” riferendomi per lo più ai documenti magisteriali opportunamente distinti.
E perché non in latino? Intanto perché in buona parte l’ho dimenticato e poi perché risulta incomprensibile alla maggior parte dei miei lettori.
Però, se voi insistete, posso provare… iniziando dalla distinzione fra i predetti testi del Magistero:
Sic, ad dijudicandum valorem dogmaticum alicuius documenti Magisterii distinguendum est:
A distinctio secundum auctores,
B ” secundum finem et destinationem,
C ” secundum materiam,
D ” secundum formam.
Donec cras… Valete!