I due seminaristi che sono venuti ad animare la giornata sono stati bravi. Poche parole, essenziali, relative alla loro vocazione e uno commento stringato alla situazione vocazionale della Diocesi…
Giacomo, all’ultimo anno di teologia, era già venuto quattro anni or sono: dopo una adolescenza e una giovinezza un po’ “arrangiata” aveva iniziato a lavorare recuperando tranquillità interiore. Questa tranquillità era stata favorita dalla preghiera e dalla frequentazione di una ragazza brava. Poi l’incontro con un sacerdote che lo aveva portato a riflettere sui suoi doni di natura e su come metterli in pratica gli aveva dato una ulteriore “spinta” verso il Signore fino alla scelta di farsi prete. Una scelta non facile che aveva comportato la ripresa degli studi, la rinuncia a un affetto importante, il licenziamento da un lavoro ben remunerato, l’accettazione di una vita comunitaria con altri seminaristi più giovani ecc. Ancora un anno e potrà con l’aiuto di Dio dedicarsi agli altri spezzando con loro e per loro il Pane di Gesù e annunciando loro il Vangelo!
Simonpietro invece aveva avvertito fin da piccolo chierichetto in Togo – sua nazione d’origine – l’invito del Signore a seguirlo. Poi gli studi in Africa, l’Università a Pisa, la laurea e la scelta molto coraggiosa di dedicarsi al Signore. Ormai diacono svolge il suo servizio pastorale nella parrocchia di Pontedera alternando il catechismo per i piccoli agli allenamenti con i giovani in una squadra di calcio – è un buon calciatore – e alle funzioni liturgiche.
I presenti hanno ascoltato la loro storia con interesse e li hanno beneficati con delle donazioni utili al proseguimento dei loro studi.
Anch’io ho fatto la mia parte perché si sentissero accolti, amati e incoraggiati a proseguire nelle loro delicata missione. Con tutti i problemi che ci sono in Italia e nel mondo hanno bisogno, come tutti noi del resto, dell’aiuto di Dio.
Anch’io ho detto qualcosa. Sul blog della parrocchia CHIESA DEL FORTE ho commentato il Vangelo (il cane mi assiste nelle mie esposizioni sul Vangelo salvo poi addormentarsi sul più bello…) e in presenza ho spiegato la quarta letterina di San Giovanni (2° e 3° capitolo dell’Apocalisse) quella inviata ai cristiani di Tiàtira… Dovrò tornarci sopra prossima perché mi sono limitato proprio all’essenziale invece ci sono molti spunti di riflessione…
I presenti, soprattutto coloro che mi conoscono meglio, si sono accorti che ero un po’ nervoso… Non voglio entrare nemmeno nell’argomento per alimentare inutili polemiche: quelli che frequentano la chiesa sanno benissimo quello che stiamo facendo a favore dei cristiani, degli ebrei, dei musulmani, dei russi, degli ucraini, degli africani del Congo ecc.